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1 - E' una lista di pre-candidature. Si chiama "lista delle indicazioni" ed è il primo passo affinchè un sito possa diventare patrimonio dell'umanità dell'Unesco, l'organismo delle Nazioni Unite che tutela la scienza, l'educazione, la cultura e la natura. E per l'Italia in questo elenco c'è anche la cava delle orme dei dinosauri alla voce "Le Murge di Altamura".
Inizia così una nuova sfida, difficilissima e lunga, ma assolutamente da tentare. Quella di poter ottenere per la grande scoperta paleontologica della cava De Lucia il riconoscimento di patrimonio mondiale. Così come lo sono i Sassi di Matera, Castel del Monte o i trulli di Alberobello.
E' una "primizia", finora sconosciuta a livello locale. La voce "le Murge di Altamura" è inserita nella "tentative list" (lista di indicazioni) fornita dall'Italia all'Unesco. Va spiegato che si tratta di un primo passo. Affinché si possa ottenere il riconoscimento, oltre all'inserimento in questa lista, il Paese in cui ricade il sito deve anche presentare un dossier di candidatura da far valutare alla Commissione mondiale che annualmente si riunisce. Per le "Murge di Altamura", dunque, c'è solo la pre-lista e non ancora il dossier. Ma non è poco. L'Unesco parla chiaro: nessuna proposta può diventare patrimonio mondiale se non passa da questa lista (che viene aggiornata mediamente ogni 5 anni). E Altamura c'è già, appunto.
E, del resto, non poteva essere altrimenti. Visto che gli studiosi parlano di "uno dei giacimenti a impronte più importanti e più spettacolari del mondo". Le orme (nella foto) sono migliaia: sono stimate in 25-30 mila. Appartengono a dinosauri di un periodo tra gli 83,5 e gli 85,8 milioni di anni fa secondo gli studi fatti fino ad ora.
La proposta "Le Murge di Altamura" riguarda non solo la cava dei dinosauri ma anche l'Uomo di Altamura. Una candidatura, dunque, doppia. Le due scoperte rispondono ai criteri internazionali. Ed in particolare a tre di essi. Quello di "essere una testimonianza unica o eccezionale di una civiltà". Quello di "contenere superlativi fenomeni naturali". E quello di essere "eccezionali esempi della storia del pianeta". La scheda di pre-candidatura aggiunge inoltre che il sito delle orme dei dinosauri in paragone con altre scoperte simili è "unico" mentre per l'Uomo di Altamura è "ineguagliato" soprattutto perché i resti del lontanissimo antenato sono uniti alle concrezioni della roccia. "Le Murge di Altamura" è presente per l'Italia insieme ad altri 41 siti tra cui le Dolomiti, la cascata delle Marmore, la via Appia o la via della transumanza. In tutto il mondo i siti pre-candidati sono 1340. Il che la dice lunga su quanto sia difficile la battaglia. Ma non è detto che non ci si debba provare. Anche perché ci sarebbe un motivo in più per tutelare le orme dei dinosauri. Corrono infatti il rischio di essere rovinate per sempre dalle avversità atmosferiche. E l'Unesco prevede anche e soprattutto la tutela di siti in pericolo.
Altamura ha dunque una risorsa della cui importanza probabilmente nemmeno si rende conto. E che merita la massima attenzione e tutela.
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2 - Il sito delle impronte dei dinosauri (cava Delucia) si conferma una scoperta unica, "uno dei giacimenti a impronte più importanti e più spettacolari del mondo". Parola di esperti. E' stato pubblicato il primo studio che ribadisce le impressioni dei primi momenti della scoperta.
Lo studio è stato pubblicato sul bollettino "Altamura" (n. 45 - Edizioni di Pagina) realizzato dall'Archivio Biblioteca Museo Civico. Il primo "report" completo sulla cava dei dinosauri porta le firme dell'icnologo Umberto Nicosia, lo studioso di impronte e paleontologo dell'Università La Sapienza che ha effettuato i primi sondaggi sulla paleosuperficie scoperta nel 1999, e da Fabio Massimo Petti.
A differenza dell'Uomo di Altamura, l'altra grande scoperta ma ancora poco conosciuta dal punto di vista scientifico, per le Orme dei dinosauri c'è una datazione abbastanza precisa. Risalgono al periodo Cretacico superiore e si collocano nel Santoniano tra gli 83,5 e gli 85,8 milioni di anni fa. E' il primo affioramento di impronte scoperto nell'Italia meridionale. La paleosuperficie è costituita da un unico strato di circa 15 mila metri quadrati. E' impresso un numero enorme di impronte, stimato tra i 25.000 ed i 30.000. Come le orme si impressero è già noto. Quando i dinosauri vi passarono era terreno paludoso dal fondo fangoso (piana di marea), con tappeti di alghe che hanno permesso di "cristallizzare" l'orma.
In molte impronte è visibile anche il ritorno di fango (vedi foto) che si è generato quando il dinosauro ha poggiato la zampa sul suolo. Sono state analizzate quattro piste regolari (camminamenti) di coppie mano-piede ("manus-pes"). Una di queste piste è stata assegnata ad un nuovo genere di dinosauro, l'"Apulosauripus federicianus". Le orme furono impresse da dinosauri quadrupedi erbivori. Secondo lo studio le impronte possono "essere attribuite con certezza ad un numero notevole di ornitischi, più probabilmente ornitopodi", cioè dinosauri con zampe a tre dita (vedi da Wikipedia il gruppo degli Ornotopodi) ma non può essere scartata la presenza di altri icnogeneri.
Lo studio conclude che il sito di Altamura è "il più importante giacimento italiano, sia dal punto di vista paleobiogeografico che da quello strettamente icnologico". Purtroppo, però, gli studi sono stati solo parziali per mancanza di finanziamenti. Ci sono inoltre "molte preoccupazioni per la conservazione" messa a rischio dalle "condizioni climatiche particolarmente aggressive".
E sia per la sua grande importanza sia per la sua unicità che per il pericolo nella conservazione il sito di Altamura è stato incluso dall'Italia nella lista delle pre-candidatute (lista di indicazioni) per l'inserimento nella lista del patrimonio dell'umanità dell'Unesco. I criteri ci sono tutti. E nei prossimi anni, dunque, si può e si deve lavorare seriamente anche per ottenere questo riconoscimento mondiale.
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3 - Con la scoperta delle orme di dinosauri ad Altamura il territorio murgiano si è rivelato per studiosi e scienziati uno straordinario libro aperto sulla paleogeografia dell'area mediterranea. Pochi sanno, se non gli addetti ai lavori, che ad Altamura è stato trovato anche un secondo sito con orme di dinosauri.
Come affermano i paleontologi e gli icnologi la scoperta dell'ex cava Delucia (ora Ecospi) in contrada Pontrelli ad Altamura è la più importante e meglio conservata in Italia ed in Europa. Gli studi hanno accertato che sono presenti circa 25.000 o 30.000 impronte del Cretacico, precisamente del Santoniano, collocabili tra gli 83,5 e gli 85,8 milioni di anni fa. Un giacimento enorme. Ma di questo già si è abbondantemente riferito.
E' confermato che ad Altamura, oltre alla scoperta di cava Pontrelli in via Santeramo fatta nel 1999 dai geologi Sarti e Claps, un altro sito di impronte di dinosauri è stato scoperto ad Altamura. La segnalazione fu fatta da Luca Bellarosa, Damiana Santoro e Salvatore Santoro nello stesso anno. Lo segnalarono alla Soprintendenza Archeologica. Successivamente fu interessata Antonia Iannone, dell'Università di Bari, che ha condotto qualche studio. Questo secondo sito si trova a sei chilometri lineari dalla cava in via Santeramo. E' ubicato a 2 km dall'abitato, adiacente alla strada Altamura-Matera.
In un breve studio pubblicato sul n. 45 della rivista "Altamura" dell'Archivio biblioteca museo civico la studiosa chiarisce subito che questo sito "non è confrontabile per spettacolarità con quello della cava Ecospi, sia per la qualità di conservazione delle orme che per lo stato di abbandono e degrado della cava dismessa, che è stata prontamente trasformata in una discarica per rifiuti di ogni genere".
Dai rilievi effettuati la paleosuperficie è più estesa di quel che appare poiché per la maggior parte è coperta da terreno e detriti. Le orme sono "apparentemente simili a quelle della cava Ecospi (impronte di dinosauri erbivori "Ornitopodi", con orme tridattili, a tre dita, ndr)", sono "meno numerose e in un cattivo stato di conservazione". Comunque "con molta probabilità è presente un altro livello con tracce fossili di dinosauri". Dunque, anche in questo caso gli studi potrebbero approfondire. Potrebbero venire fuori altre sorprese.
Come una sorpresa è stata la scoperta di Ruvo, in una cava in località Lama d'ape. Luca Bellarosa e due cugini, entrambi Michele Maiullari, durante un'escursione per fotografare fauna murgiana, hanno rilevato una serie di impronte e controimpronte. Gli studiosi hanno validato la scoperta. Sono orme di dinosauri. Forse - sarebbe una novità - appartenenti all'icnogenere Teropodi (saurischi), cioè carnivori.
Il territorio murgiano riserva grandi gioie per gli studiosi. Ma è anche un dispiacere sapere, come nel caso della cava Pontrelli di Altamura, che le orme sono esposte alle intemperie ed in pericolo di conservazione. E' un patrimonio, peraltro già incluso nella "tentative list", la lista di pre-candidature dell'Unesco (leggi la scheda in inglese). Non costituisce solo una futura risorsa turistica. Già oggi è un'enorme opportunità di conoscenza ma allo stesso tempo è una grande responsabilità perché occorre garantirne la conservazione.
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4 - L'"Avampaese Apulo" era un corno d'Africa? E' una nuova teoria della paleogeografia del Mediterraneo che è scaturita proprio dalla scoperta delle orme dei dinosauri ad Altamura e delle altre impronte scoperte in Puglia. Una teoria affascinante con cui si chiude questo speciale in quattro parti.
Almeno fino a 70-80 milioni di anni fa la Puglia, e con essa buona parte dell'Italia centro-meridionale, era un un ponte continentale dell'Africa, un 'corno' o una penisola, sulla quale hanno passeggiato centinaia di dinosauri del periodo cretacico. E' lo scenario rivoluzionario nella geodinamica della tettonica del Mediterraneo che si fa strada con le scoperte che dal 1999 hanno trasformato la Puglia in un paradiso dei dinosauri con il rinvenimento di ben 30.000 orme ad Altamura (nelle immagini), e di decine di orme sul Gargano, in provincia di Foggia, dove negli scorsi anni sono stati trovati anche fossili della vegetazione di cui i grandi rettili si cibavano.
Scoperte inattese che contribuiscono a ridisegnare le teorie paleontologiche di quella che oggi e' la penisola italiana, dove a lungo si e' ritenuto che i dinosauri non fossero mai esistiti.
Con la scoperta di Altamura, risalente ad un periodo di 85-83 milioni di anni fa (Santoniano), si fece strada inizialmente la teoria di uno scenario tropicale, simile al banco carbonatico delle Bahamas e delle Maldive, con un clima molto piu' caldo, un paesaggio lacustre fatto di tante isolette unite da una piana fangosa. Secondo una teoria non messa in discussione, la conservazione delle impronte e' stata possibile trattandosi di terreni fangosi ricoperti di mucillagine microbica e alghe che le hanno cristallizzate, prima che fossero coperte da altri strati di calcare. La particolarita', eccezionale per addetti ai lavori e visitatori, e' la possibilita' di vedere nelle impronte di Altamura anche il sollevamento di fango creato dalla zampa nel momento in cui il dinosauro la posava sul fondo fangoso per poi toglierla.
Successivamente nel Gargano sono venute alla luce decine di impronte di dinosauri, databili a circa 130-125 milioni di anni fa, nel cretacico inferiore. Le dimensioni sono piu' grandi di quelle di Altamura, alcune lunghe anche 40 centimetri, e appartengono a grossi dinosauri bipedi, con orme tridattili, sia carnivori sia erbivori, che a dinosauri quadrupedi erbivori. Nel 2004 sono stati scoperti in rocce di Apricena (Fg) fossili di flora e vegetazione del cretaceo superiore (80 milioni di anni), ritenuta essere il pasto vero e proprio dei grandi rettili e impronte sono state scoperte anche a Mattinata e Peschici, incassate in rocce marine utilizzate per creare le massicciate sui porti.
Ed ecco la nuova teoria. La scoperta che sul Gargano i dinosauri camminassero gia' 50 milioni prima di quelli di Altamura ha impresso una svolta alle teorie paleogeografiche del Mediterraneo, facendo venir meno l'idea di un banco carbonatico simile all'arcipelago delle Bahamas ma facendo strada all'idea vera e propria che la Puglia fosse un ponte continentale dell'Africa. A questa conclusione si arriva dalla semplice constatazione che i dinosauri, e quelli del Gargano sono di taglia piu' grande di quelli di Altamura, avevano bisogno di quantita' di vegetazione ancor piu' massicce per cibarsi presupponendo cosi' l'esistenza di un territorio piu' stabile, piu' grande, quindi collegato all'Africa nell'allora mar di Tetide.
"Dal punto di vista geologico l'ipotesi della penisola e' piu' accreditabile rispetto alle precedenti - spiega il professor Alfonso Bosellini, dell'Università di Ferrara-. La Puglia faceva parte di una penisola attaccata all'Africa, una penisola come la Florida, che arrivava fino alla Majella, comprendeva anche le isole greche e il Peloponneso fino a comprendere tutta l'Italia centro-meridionale". "E' evidente cio' se si pensa che tanti dinosauri non potevano vivere in un'isoletta come le Maldive o le Bahamas, non ci sono quantita' sufficienti per mangiare, la nicchia ecologica e' molto piu' ristretta. Per i dinosauri ci volevano foreste, montagne, sorgenti d'acqua e terre a sufficienza per la migrazione". La scoperta ad Altamura, con in assoluto la piu' grande concentrazione di impronte, e sul Gargano hanno arricchito il campionario dei dinosauri italiani che fino all'inizio del secolo erano ritenuti del tutto assenti in quanto animali terrestri, mentre l'Italia e' una penisola fatta di rocce di origine marina. 
I rinvenimenti pugliesi sono le ultime tra le piu' interessanti scoperte sui dinosauri nella nostra penisola, tra cui si annovera inevitabilmente quella di Ciro, lo "scipionyx samniticus" trovato a Pietraroja nel beneventano, una specie nana di lunghezza di 50 centimetri e del peso di 500 grammi, antico velociraptor, di cui sono rimasti intatti nella roccia anche il fegato e gli intestini. La scoperta di Altamura, inoltre, ha fatto impallidire quelle di Rovereto, in Trentino, e di Lerici, alla Spezia, dove le impronte scoperte sono solo alcune decine a fronte delle migliaia trovate sulla Murgia barese.
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Scritto da Onofrio Bruno per NOTIZIE ON LINE - Giugno 2007
Lo speciale può essere ripreso purché vengano citati la testata e l'autore.
PRIMA PARTE: Orme dei dinosauri ad Altamura, in lista per l'Unesco
SECONDA PARTE: Orme dei dinosauri di Altamura, "uno spettacolo mondiale"
TERZA PARTE: Murgia, un libro aperto per geologi e paleontologi
QUARTA PARTE - Quando la Puglia era un corno d'Africa...
Nota 1: L'inchiesta ha voluto mettere in evidenza l'esistenza di un patrimonio unico al mondo, con ampia consultazione di fonti e studi pubblicati. Cioè il lavoro che è proprio di chi fa il giornalista.
Nota 2: La quarta parte è tratta da un'Agenzia Adnkronos a firma dello stesso autore di questo speciale e già ripresa da altri organi di informazione.
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