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EDUCAZIONE AI MEDIA: LA STAMPA PDF Stampa E-mail
percorso 11 - STAMPA
schede didattiche
schede di valutazione

Scheda Didattica 11A

Primo articolo

 

Società – I piccoli giudicano la televisione: abbasso la violenza e il nudo, soprattutto nella pubblicità

QUEL CERTO SENSO CRITICO

I baby spettatori confessano: turbati dalla sofferenza esibita nelle fiction. Maxi ricerca dell’Università di Bologna

 Non basta che sullo schermo si veda uno che ammazza o uno che muore per far dire sommariamente ai bambini che è quella la tv violenta che fa loro paura. Non sono solo le pistole che sparano all’impazzata e il sangue che scorre a fiumi a spaventarli e indignarli, ad alimentare gli incubi notturni. Quando osservano e giudicano la tv i bambini si rivelano svegli, acuti e competenti. Sanno distinguere ciò che accade dentro la finzione di un film da ciò che un servizio giornalistico mostra in diretta, sanno pesare i messaggi promozionali e hanno capito benissimo il giochetto dei trailer: far leva sul peggio per fare audience. Quanto ai giudizi i bambini si rivelano critici attenti e impietosi. […]

Se fate appello al loro senso critico, all’autonomia di giudizio e alla loro esperienza di pubblico non occasionale scoprirete persino una competenza tecnica straordinaria in tema di comunicazione. Bambini capaci di suggerire come rendere più semplice e comprensibile il linguaggio dell’informazione – pronunciare bene le parole, riassumere, usare immagini che spieghino, non parlare troppo in fretta… – o di apprezzare particolari tratti nei disegni dei cartoni animati. Ancora bambini che sanno dove vuole condurli la pubblicità.

Ma i dati più interessanti che i piccoli ci forniscono di prima mano quando giudicano i programmi che dovrebbero risultare a loro misura – così come emergono dalla imponente ricerca compiuta dalla équipe dell’Università di Bologna sulla tv della fascia protetta pomeridiana – riguardano soprattutto le reazioni e i vissuti televisivi. Nel bene e nel male, i bambini raccontano a chi li sa attentamente provocare il divario tra la tv che vedono e quella che vorrebbero. La loro voglia di divertirsi, imparare cose nuove e interessanti, seguire storie coinvolgenti, attraverso film, telefilm e cartoni – i programmi più amati – ma anche le note dolenti di tante scene che pure nella “loro” fascia protetta ritengono non adatte a un pubblico infantile. Scene di violenza e scene a sfondo sessuale denunciate con grande riprovazione. I bambini sanno bene distinguere, a proposito di violenza, che un conto è vedere la morte in film «perché sai che quel tale non muore realmente» e un conto è la morte in diretta «perché sai che è successo davvero».

Turbati dalla realtà, sono disgustati dalla fiction, tanto più laddove le scene sono esageratamente cruente e impressionanti. Ma i bambini percepiscono benissimo, e ne provano grande disagio, che la violenza non è solo fisica ed esplicita. Non è solo guerra e sangue, morte di persone o di animali. A loro dà molto fastidio assistere a scene di litigi, di sofferenza. Vedere persone indifese lasciate sole, maltrattate, derise o giudicate ingiustamente, malate o bisognose d’aiuto. […]

Un vero peccato, sembrano suggerire, perché queste scene li obbligano a considerare inaccettabili programmi che per altri versi otterrebbero giudizi positivi. […]

 

 

Rossana Sisti  (Avvenire, 13 gennaio 2003)  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guida all’analisi

 

 

·         Quali sono i tipi di violenza presenti in televisione?

 

·         Secondo l’articolo, i bambini sanno riconoscere i diversi tipi di violenza? Come reagiscono i bambini ai vari tipi?

 

·         Sottolinea nel testo tutti gli aggettivi che si riferiscono alle caratteristiche dei bambini di fronte alla Tv.

 

·         I bambini sanno dire come vorrebbero che la televisione fosse? Cosa vorrebbero trovare in Tv?

 

·         I bambini che guardano programmi violenti diventano violenti?

 

 

Secondo articolo

 Aggressività: verdetto sulla base di vent’anni di ricerche

 VIDEOGIOCHI CATTIVI MAESTRI

 È vero: istigano alla violenza

 I bambini e gli adolescenti che passano il tempo al computer appassionandosi a videogiochi violenti finiscono per diventare aggressivi e ansiosi: tendono a imitare mosse pericolose sperimentate nel gioco, polemizzano con gli insegnanti e hanno perfino un peggior rendimento a scuola. Come se non bastasse, i ragazzini più attratti dai giochi sanguinari sono anche i più influenzabili, destinati a manifestarne più facilmente gli “effetti collaterali” sul comportamento.

Queste fosche conclusioni arrivano dall’ultimo congresso dell’American Psychological Association, dove è stata presentata una sintesi di tutti gli studi svolti sull’argomento durante gli ultimi vent’anni. Questa ricerca sembra non lasciare spazio ai dubbi: i giochi elettronici violenti sono dannosi, allentano i freni inibitori dell’aggressività e incidono pesantemente sul comportamento di bimbi e adolescenti in un periodo delicatissimo per la loro maturazione psicologica, quando stanno imparando che cosa è giusto e cosa non lo è.

Difficile obiettare, dando un’occhiata ai videogame preferiti dai ragazzini: da Carmageddon, che tanto fece discutere alla fine degli anni ’90, fino a Manhunt, ritirato in Gran Bretagna lo scorso anno perché un diciassettenne vi si ispirò per uccidere un amico.

Ma secondo alcuni esperti non dovremmo criminalizzare i giochi elettronici di per sé, quanto piuttosto farne un buon uso: dovremmo temere la carenza di relazioni sociali e affettive di bimbi e adolescenti. Un’accusa che riecheggia le parole di Kevin Browne, psichiatra inglese che nel febbraio scorso ha tuonato contro i videogiochi cruenti e i loro effetti deleteri sulla psiche dei giovani, tirando in ballo anche i genitori e denunciando che non prestare attenzione ai contenuti e alle immagini cui vengono esposti i nostri figli di fronte al computer altro non è che una forma di maltrattamento emotivo. […]

 

 

Elena Meli (Corriere della sera, 25 settembre 2005)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guida all’analisi

 

·         Secondo l’articolo, cosa succede ai bambini che giocano con videogiochi violenti? Perché?

 

·         Quali consigli si danno ai genitori?

 

·         Secondo questo articolo, i bambini sanno esprimere giudizi critici sui videogiochi violenti?

 

·         I bambini che giocano con videogame violenti diventano violenti?

 Completa la seguente tabella per confrontare i due articoli che hai letto:

 

 

 

 

 

Articolo 1

 

 

 

Articolo 2

 

 

 

Cosa succede ai bambini che vengono a contatto con la violenza sullo schermo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Trascrivi le frasi principali di ciascun articolo che contengono le caratteristiche dei bambini di fronte alla violenza sullo schermo.

 

 

 

 

 

 

I bambini sono capaci di esprimere un giudizio critico sulla violenza che vedono?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I bambini sanno riconoscere, in quello che vedono sullo schermo della Tv, del computer o della Playstation, la differenza tra violenza reale e violenza finta?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Trova tre aggettivi adatti a descrivere i bambini così come appaiono in ciascun articolo.

 

 

 

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A questo punto, approfondisci il confronto aiutandoti con le seguenti domande:

 

·         Ti sembra che affermino le stesse cose? Quali sono le somiglianze e le differenze?

 

·         Gli effetti della violenza sono più forti nel primo o nel secondo articolo?

 

·         I bambini sembrano più competenti e critici nel primo o nel secondo articolo?

 

·         Possono avere ragione tutt’e due gli articoli?

 

·         Qual è la tua opinione a proposito della presenza di contenuti violenti in televisione o nei videogiochi?

 

 

 

 

 

Scheda Didattica 11B

Documenti

 CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL' INFANZIA

 

 

approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989

 

 

Articolo 13 (partecipazione)

 

 

 

1. Il fanciullo ha diritto alla libertà di espressione. Questo diritto comprende la libertà di ricercare, di ricevere e di divulgare informazioni e idee di ogni specie, indipendentemente dalle frontiere, sotto forma orale, scritta, stampata o artistica, o con ogni altro mezzo a scelta del fanciullo.

 

2. L’esercizio di questo diritto può essere regolamentato unicamente dalle limitazioni stabilite dalla legge e che sono necessarie:

 

a)       al rispetto dei diritti o della reputazione altrui; oppure

 

b)      alla salvaguardia della sicurezza nazionale, dell’ordine pubblico, della salute o della moralità pubbliche.

 

Articolo 17 (Educazione)

 

1. Gli Stati parti riconoscono l’importanza della funzione esercitata dai mass media e vigilano affinché il fanciullo possa accedere a una informazione e a materiali provenienti da fonti nazionali e internazionali varie, soprattutto se finalizzati a promuovere il suo benessere sociale, spirituale e morale nonché la sua salute fisica e mentale. A tal fine, gli Stati parti:

 

c)       incoraggiano i mass media a divulgare informazioni e materiali che hanno una utilità sociale e culturale per il fanciullo […];

 

d)       incoraggiano la cooperazione internazionale in vista di produrre, di scambiare e di divulgare informazioni e materiali di questo tipo provenienti da varie fonti culturali, nazionali e internazionali;

 

e)       incoraggiano la produzione e la diffusione di libri per l’infanzia;

 

f)        incoraggiano i mass media a tenere conto in particolar modo delle esigenze linguistiche dei fanciulli autoctoni o appartenenti a un gruppo minoritario;

 

g)       favoriscono l’elaborazione di principi direttivi appropriati destinati a proteggere il fanciullo dalle informazioni e dai materiali che nuocciono al suo benessere […].

 

 

CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI
FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA
d’intesa con TELEFONO AZZURRO

 CARTA DI TREVISO - VADEMECUM ‘95

 

 

 

I giornalisti italiani, d’intesa con Telefono Azzurro, a cinque anni dall’approvazione della Carta di Treviso, ne riconfermano il valore e ne ribadiscono i principi a salvaguardia della dignità e di uno sviluppo equilibrato dei bambini e degli adolescenti -senza distinzioni di sesso, razza, etnia e religione- , anche in funzione di uno sviluppo della conoscenza dei problemi minorili e per ampliare nell’opinione pubblica una cultura dell’infanzia pur prendendo spunto dai fatti di cronaca.

 

In considerazione delle ripetute violazioni della "Carta", ritengono utile sottolineare alcune regole di comportamento […].

 

1) Al bambino coinvolto -come autore, vittima o teste- in fatti di cronaca, la cui diffusione possa influenzare negativamente la sua crescita, deve essere garantito l’assoluto anonimato. Per esempio deve essere evitata la pubblicazione di tutti gli elementi che possono portare alla sua identificazione, quali le generalità dei genitori, l’indirizzo dell’abitazione o il Comune di residenza nel caso di piccoli centri, l’indicazione della scuola cui appartenga.

 

2) Per quanto riguarda i casi di affidamento o adozione e quelli di genitori separati o divorziati, fermo restando il diritto di cronaca e di critica circa le decisioni dell’autorità giudiziaria e l’utilità di articoli e inchieste, occorre comunque anche in questi casi tutelare l’anonimato del minore per non incidere sull’armonico sviluppo della sua personalità.

 

3) Il bambino non va intervistato o impegnato in trasmissioni televisive e radiofoniche che possano ledere la sua dignità né turbato nella sua privacy o coinvolto in una pubblicità che possa ledere l’armonico sviluppo della sua personalità e ciò a prescindere dall’eventuale consenso dei genitori .

 

4) Nel caso di comportamenti lesivi o autolesivi (come suicidi, lanci di sassi, fughe da casa, ecc...) posti in essere da minorenni, occorre non enfatizzare quei particolari di cronaca che possano provocare effetti di suggestione o emulazione.

 

5) Nel caso di bambini malati, feriti o disabili, occorre porre particolare attenzione nella diffusione delle immagini e delle vicende al fine di evitare che, in nome di un sentimento pietoso, si arrivi ad un sensazionalismo che finisce per divenire sfruttamento della persona.

 

[…]

 

Treviso, 25 novembre 1995

 

 

Fasi

 

 

 

Hanno partecipato con molto interesse

 

 

 

Hanno partecipato con discreto interesse

 

 

 

Hanno partecipato con scarso interesse

 

 

 

 1. Ricerca di articoli, pubblicità, fotografie in cui compaiono bambini, ricavandoli da quotidiani e settimanali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2. Analisi dei materiali trovati, con lo scopo di individuare messaggi, stereotipi, omissioni, valori e stili di vita relativi al mondo dell'infanzia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3. Classificazione del materiale secondo alcune categorie di contenuto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4. Confronto di articoli sul tema dell'infanzia e individuazione dei punti di vista sottesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

5. Elaborazione di alcuni criteri per la stesura di un articolo a partire dai documenti ufficiali sul rispetto dei diritti dell'infanzia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6. Stesura di un articolo seguendo i criteri di rispetto dell'infanzia individuati

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7. Elaborazione di un'opinione personale a partire da testi di forte impatto emotivo sull'infanzia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

8. Ideazione, progettazione e realizzazione di una locandina che esprima l'opinione della classe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scheda di Valutazione 11.1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Nome alunno

 

 

 

 

 

 

Prova di profitto a risposte chiuse e aperte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Capacità di riferire oralmente una sintesi dell’articolo

 

 

 

 

 

 

Capacità di analisi e comparazione degli articoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Capacità di produzione di un breve testo giornalistico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione della locandina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

struttura

 

 

 

contenuto

 

 

 

struttura

 

 

 

contenuto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella riassuntiva dei livelli di apprendimento   

 

 

 

 

 

Scheda di Valutazione 11.2

 

Griglia di osservazione dell’interesse dimostrato nelle varie attività

 

 

Scrivere nelle caselle i nomi dei bambini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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