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INFLUENZA A/H1N1 - RACCOMANDAZIONI PDF Stampa E-mail

Insegnare e apprendere al tempo del virus

Cosa devono fare gli insegnanti se si decide che una classe o l´intera scuola sospendano le lezioni in aula?
Sembra che negli incontri tra i ministeri dell´istruzione e della salute si sia discusso anche di questo, ma che per ora il problema sia stato affrontato essenzialmente sotto il profilo giuridico-contrattuale (gli insegnanti, a meno che siano a loro volta ammalati, sono tenuti a presentarsi a scuola e a svolgere il loro normale orario di servizio) e dal punto di vista sanitario (misure di prevenzione per una categoria considerabile border-line in termini di rischio).
Non si sa se sia stato preso in considerazione anche l´aspetto pedagogico-didattico, che in caso di prolungata ed estesa sospensione delle attività d´aula renderebbe a nostro parere necessario e opportuno il ricorso a forme innovative di educazione a distanza, anche con l´ausilio delle nuove tecnologie.
Numerose sono ormai le esperienze di questo tipo (in Italia riguardano soprattutto gli studenti ricoverati in ospedale per lunghi periodi), e in altri Paesi - soprattutto in alcuni Stati americani come la California - è ormai prassi ordinaria che una parte delle lezioni e della preparazione degli allievi venga gestita on-line. Ma qualcosa si potrebbe fare anche con metodi più tradizionali: i docenti, che comunque sono tenuti alla prestazione del servizio, potrebbero preparare dispense e  assegnare compiti, da far pervenire agli studenti tramite le famiglie, o per posta, e/o, se possibile, tramite e-mail e il sito di cui quasi tutte le scuole sono ormai dotate.
Parafrasando "L´amore al tempo del colera", il noto lavoro di Gabriel Garcia Marquez, un programma di questo genere si potrebbe chiamare "Lo studio al tempo del virus"...

Influenza A/H1N1. Materiale informativo per la popolazione scolastica.
Locandina informativa.


    1 -  Lavati spesso le mani con acqua e sapone e conta sino a 20 prima di smettere.

    2 - Copri la bocca e il naso con un fazzoletto di carta quando tossisci o starnutisci e poi fai subito centro nel cestino. 

    3 - Non scambiare gli oggetti o il cibo con i tuoi amici (penne matite, bicchieri, posate, merendine e altro). 

    4 - Non toccarti gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate: il virus dell'influenza passa da li'. 

    5 - Fai attenzione, il virus dell'influenza è campione di salto in lungo: non stare vicino a chi ha i sintomi.

Poster

5 RACCOMANDAZIONI CONTRO L'INFLUENZA

Il Sole 24 Ore
Chiusura delle scuole per casi eccezionali
Il Sole 24 Ore
Scuole chiuse per l'influenza da virus A/H1N1V solo in «casi estremamente gravi». È quanto prevede il documento concordato dal ministro dell'Istruzione, ...

Poster

Influenza A, vaccinazioni dal 15 ottobre

Dal 15 ottobre, in anticipo sul previsto, la distribuzione dei vaccini contro l'influenza a. Lo prevede l'ordinanza firmata viceministro alla Salute Ferruccio Fazio. I vaccini copriranno almeno il quaranta per cento della popolazione.

'L'igiene è uno dei modi per fermare la suina''

GB, bimbi a scuola di starnuti contro il virus A: ''Fatelo nella manica''

12 settembre

Roma - (Adnkronos ) - Ministri in missione tra i banchi delle elementari per insegnare ai bambini come starnutire per scongiurare la diffusione del virus tra compagni e familiari:
''In mancanza di un fazzoletto usate la manica''

Vaccino per l'influenza A/h1n1: misure del Ministero della salute

L'Ordinanza dell'11 settembre 2009 del Ministero della salute in materia di profilassi vaccinale dell'influenza pandemica A(H1N1), dispone che la vaccinazione, dal momento della effettiva disponibilità del vaccino, è offerta alle seguenti categorie di persone, elencate in ordine di priorità: a) persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa: - personale sanitario e socio-sanitario; - personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; - personale che assicura i servizi pubblici essenziali; - donatori di sangue periodici; b) donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza; c) persone a rischio, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni; Si intende per rischio almeno una delle seguenti condizioni: malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO; gravi malattie dell'apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche; gravi epatopatie e cirrosi epatica; malattie renali con insufficienza renale; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; neoplasie; malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi; immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale; malattie neuromuscolari; obesità e gravi patologie concomitanti; condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati.

Si parla tanto di vaccinazione come mezzo per evitare la nuova influenza, ma la prevenzione e le possibili cure alternative al vaccino o in caso si
contraesse la malattia prima della vaccinazione, quali sono?

In queste righe tratteremo la prevenzione e le possibili cure alternative che non contemplano l’uso di farmaci. Iniziamo con la prevenzione.

Ricordiamoci che siamo davanti ad una banale influenza che grazie a molti media è diventata una sorta di "piaga", che ha creato fobie e paure ingiustificate. Ecco come diminuire le possibilità di essere contagiati o di contagiare gli altri:

- coprire con un fazzoletto (possibilmente di carta) naso e bocca quando si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura o nella biancheria da lavare dopo averlo usato;

- lavare spesso le mani con acqua e sapone e in particolare dopo avere tossito o starnutito o dopo aver frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono disponibili è possibile usare in alternativa soluzioni detergenti a base di alcol;

- evitare di toccare occhi, naso e bocca con le mani non pulite; i germi, e non soltanto quelli dell’influenza, si diffondono in questo modo;

- rimanere a casa se malati evitando di intraprendere viaggi e di recarsi al lavoro o a scuola, in modo da limitare contatti possibilmente infettanti con altre persone, nonché ridurre il rischio di complicazioni ed infezioni concomitanti (superinfezioni) da parte di altri batteri o virus.
Poster

Questi i
consigli dispensati dal Ministero della Salute. In aggiunta si potrebbe anche integrare questa stringata lista con altri utili consigli:

- tenere le superfici, soprattutto dei giocattoli e in bagno, sempre pulite;

- se è possibile, il malato dovrebbe essere accudito da una sola persona che, in caso di stretto contatto, dovrebbe indossare una mascherina;

la persona che si prende cura di un malato non dovrebbe rientrare in una delle categorie a rischio.

Per evitare che qualche notizia distorta appresa da alcuni giornali o da alcune reti tv possa confondere le idee su cosa abbiamo davanti, continuo a rammentarvi che questa è comunque una comune influenza che si distingue da quella stagionale solo per una maggiore velocità di diffusione (per ora nemmeno sulla carta) e per una minore mortalità rispetto all’influenza stagionale.

Come si trasmette l’influenza suina? Proprio come l’influenza normale, visto che sempre di influenza si tratta: attraverso gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce (oppure anche attraverso piccolissime goccioline di saliva o aerosol, ma si tratta di casi rari che si verificano in ambito ospedaliero); per contatto diretto o indiretto (esempio,
quando un soggetto infetto tossisce nella propria mano, e poi stringe la mano di un soggetto sano).

L’ECDC ricorda che "le persone colpite da influenza sono più “infettive” immediatamente dopo l’inizio dei sintomi e, nonostante continuino ad espellere il virus fino a cinque giorni dopo l’inizio dei primi sintomi (7 giorni nei bambini), la quantità di virus – e quindi il rischio di diffondere l’infezione – diminuisce progressivamente".

Questo vale per l’influenza stagionale ma anche per l’influenza suina(
http://www.ministerosalute.it/faqGe...). Se date un’occhiata al sito ISS troverete le stesse raccomandazioni date per prevenire il contagio dell’influenza stagionale del 2006. Forse rimarrete stupiti dalla somiglianza dei provvedimenti di contenimento del contagio e dalle similarità dell’influenza suina con una qualsiasi normale influenza stagionale. Questo perché forse certi media, hanno "leggermente" esagerato con le notizie riguardanti la "suina".

Dopo la prevenzione, ecco il
trattamento dei sintomi. Dal Ministero della Salute ecco alcuni validi consigli: "il trattamento dei sintomi, l’assunzione di liquidi (acqua, tè, brodo, succhi di frutta) ed il riposo (per 24-48 ore dopo la scomparsa della febbre) sono in genere sufficienti per la completa guarigione nella maggior parte dei casi d’influenza non complicata".

Se poi ci guardiamo in giro, i siti che propongono molti sistemi di cura alternativi e naturali dell’influenza sono molti. Ecco alcuni passi da Yahoo salute, consigli che si trovano su gran parte dei siti e dei blog che preferiscono usare le cure naturali che farmaci o vaccini.

"La cipolla, poi, ricca di vitamine e sali minerali, è un antisettico naturale. L’aglio grazie alla notevole quantità di ferro, sali minerali e svariate vitamine (A, B1, B2, PP e C) si rivelerebbe utile per combattere catarri bronchiali e febbri, oltre ad essere un ottimo antisettico. Il limone, che secondo alcuni purificherebbe l’organismo dalle tossine, è consigliato per disinfettare la gola con semplici gargarismi".

"Le mele e le pere, invece, aiuterebbero a mantenere sani i polmoni migliorando le condizioni delle vie respiratorie. Infine come non nominare le arance, ricchissime di vitamina C, che aiutano il nostro organismo ad assorbire il ferro dai vegetali e stimolano le difese del sistema immunitario, contribuendo a prevenire le malattie da raffreddamento" (fonte
http://it.health.yahoo.net/c_specia...).

Ma forse la serie di consigli più completa la troviamo su
Altrogiornale:

-
 alimentazione ricca in frutta e verdura: le famose 5 porzioni al giorno;

- tra gli alimenti aggiungere sempre aglio fresco alle insalate;

- integratori: vitamina C naturale (Rosa canina) ed oligoelementi (Zinco e Rame) possono aiutare il nostro organismo;

- evitare i fattori di rischio (fumo, ambienti e comunità chiuse);

- la pianta medicinale maggiormente utilizzata nella terapia dell’influenza, e per la quale esistono anche evidenze scientifiche, è l’ Echinacea. Si utilizzano le tre specie di Echiancea (pallida, purpurea ed angustifolia) in forma di estratto;

- la pianta è reperibile in molti integratori. Sono consigliati quelli che contengono estratti standardizzati nei principi attivi utili (polisaccaridi, polifenoli). Seguire le indicazioni.

Con un utile consiglio finale: i soggetti allergici, quelli in terapia con altri farmaci dovrebbero prima consultare il proprio medico o farmacista. E’ controindicata nei pazienti affetti da malattie autoimmuni.

Ed è proprio un’alimentazione sana e ricca di vitamine che sembra far la differenza (oltre ad uno stile di vita sano). Infatti per un sistema immunitario efficiente, l’influenza non rappresenta qualcosa di grave. Ovviamente ci sono casi rarissimi in cui persone sane vengono colpite da complicazioni gravi, ma questi casi possono imputarsi ad altri fattori che per qualche combinazione davvero sfortunata causano l’aggravarsi della malattia. Insomma, sono rarità.

La lista delle persone a rischio complicanze la trovate, ovviamente, sul sito del Ministero della Sanità. Interessante è leggere chi sono veramente le persone a "rischio".

"In particolare sono considerate persone a rischio quelle affette da: malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO; malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite; diabete mellito e altre malattie metaboliche; malattie renali con insufficienza renale; malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie; neoplasie; gravi epatopatie e cirrosi epatica; malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi; immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV; malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale; patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari; obesità con indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti; condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati"(fonte
http://www.ministerosalute.it/faqGe...). Vengono indicate anche donne in gravidanza e bambini sotto i 5 anni.

Ora sorge un problema. Visto che l’Ue ha detto che "il vaccino è sicuro ma non per tutti", chi sono le persone per cui il vaccino non è sicuro? "Sono possibili effetti collaterali per le donne incinte, i bambini e i malati cronici". Guarda che caso. Proprio le persone che "dovrebbero" avere più bisogno del vaccino, secondo il Ministero della Salute. La notizia giunge fresca fresca da
La Stampa.

"Una volta ottenuto il certificato europeo il vaccino contro l’influenza A sarà «efficace e sicuro». Tuttavia, ammette la responsabile dell’Unione europea per la Salute, Androulla Vassiliou, resterà inevitabilmente un margine d’incertezza quanto agli effetti collaterali possibili per le categorie più a rischio, come le donne incinte, i bambini e i malati cronici". Quindi cautela cari lettori. Ai prossimi aggiornamenti.


Poster   ...Documenti

  1. Influenza da nuovo virus A/H1N1
    Indicazioni per la chiusura, in via precauzionale, delle scuole frequentate da soggetti in cui venga confermata, da parte del Laboratorio Nazionale di riferimento dell’Istituto Superiore di Sanità, l’influenza da nuovo virus A/H1N1
  2. Influenza da nuovo virus A/H1N1
    Misure profilattiche contro l’influenza da nuovo virus per passeggeri provenienti dal Messico – Non ammissione alla frequenza dell’attività scolastica

La sanità spagnola contro l'allarme per la febbre suina

Organización Médica Colegial

Sul sito della Organización Médica Colegial (OMC) spagnola è stato pubblicato oggi un articolo 'bomba' che finalmente fa chiarezza sul discusso tema dell'allarme per la febbre suina. Questo articolo, il cui titolo "Se está creando una alarma y angustia exagerada en torno a la Gripe A" si presenta come sintesi perfetta di un lungo periodo di  ricerche sul tema, è stato  in mattinata seguito dalle dichiarazioni del ministro della sanità spagnolo, Trinidad Jiménez, che ha ammesso che l'allarme creatosi attorno al virus H1N1 è esagerato ed ingiustificato, dato che si tratta di un virus più debole e meno pericoloso di quello dell'influenza stagionale. La OMC ha anche aggiunto che tale allarme risponde unicamente agli interessi del mondo economico e politico, mentre la comunità medica vuole rassicurare la popolazione che non vi sarà nessuna micidiale pandemia.

La OMC ritiene attendibili e verosimili le stime secondo le quali un terzo della popolazione mondiale verrà colpito dal virus, ma parimenti sostiene che nel 95% dei casi si tratterà unicamente di casi lievi, che si risolveranno nell'arco di pochi giorni, una settimana al massimo. Cade così l'enorme montatura mediatica messa in piedi dalle lobby del farmaco con il bene placido di politici accondiscendenti, e 'schiavi' dei loro stessi finanziatori.

Dopo il caso della sanità spagnola sarà inevitabile che nei prossimi giorni si aggiungano altre voci fuori dal coro, ma effettivamente è bene che la gente stia tranquilla perchè il vero pericolo non è il virus H1N1 ma la meschina propaganda mediatica. Giornali, radio, televisioni, ci bombardano quotidianamente con inutili allarmi per farci ammalare di quella che i medici spagnoli hanno battezzato 'l'epidemia del timore'


 

 

 

 

Roma, 12 set. (Adnkronos Salute) - Ministri in missione fra i banchi di scuola, per insegnare ai giovanissimi alunni l'arte dello starnuto igienico 'a prova di H1N1'. Accade in Gran Bretagna, dove il segretario di Stato alla Sanità Andy Burnham, quello alle Scuola e alla famiglia Ed Balls e il Chief Medical Officer Sir Liam Donaldson si sono recati in visita alla Tyssen Community School di Stamford Hill, per mostrare ai bambini come evitare di infettare i compagni di classe e i parenti.

A partire proprio dallo starnuto igienico, fatto direttamente nella manica della maglia. I ministri, raffigurati sul quotidiano 'Daily Mail' mentre starnutiscono con la bocca nell'incavo del braccio, hanno invitato le scuole ad adottare misure igieniche ad hoc per minimizzare la diffusione del virus, in vista di una seconda ondata di influenza suina, attesa nel Paese in autunno. Per la disperazione delle mamme, al momento il consiglio del Servizio sanitario britannico, in mancanza di un fazzoletto, è proprio quello di tossire o starnutire nella manica. Questo riduce, secondo gli esperti e gli stessi esponenti del governo di Sua Maestà, il rischio di spargere il virus 'di mano in mano'. "L'H1N1 si è rivelato abbastanza leggero e, anche considerato il numero dei casi, abbiamo visto in questi mesi che la chiusura delle scuole non ha portato a benefici in termini di interruzione della diffusione della malattia", ha rilevato Balls nel corso della sua visita. Dunque le scuole britanniche saranno tenute aperte, "ma se un bambino mostra sintomi di influenza suina la cosa migliore da fare è tenerlo a casa e chiamare il medico di famiglia, o la speciale helpline attivata dal ministero", ha aggiunto. Inoltre "è importante che a scuola i bambini si lavino regolarmente le mani e che, se starnutiscono, si ricordino di coprire la bocca. L'igiene è uno dei modi per fermare il virus", ha detto il ministro. Se nelle prossime settimane le indicazioni mediche cambieranno, ha proseguito, "lo comunicheremo immediatamente a famiglie e insegnanti. In ogni caso al primo posto ci sarà sempre la sicurezza dei bambini". Insomma, per il momento in Gran Bretagna si punta a tenere aperte le scuole, informando alunni e docenti sulle corrette regole igieniche e raccomandando alle famiglie di tenere i contagiati fuori dagli istituti.

Poster

 

http://www.altroconsumo.it

La nuova influenza: una risposta alle domande più frequenti

Nonostante i giornali abbiamo dato enfasi alla notizia del "primo morto italiano", non ci sono maggiori cause di preoccupazione legate alla nuova influenza A H1N1. Purtroppo, anche la normale influenza di stagione provoca migliaia di morti ogni anno, nelle persone che hanno fattori di rischio particolare, ma non per questo genera paure incontrollate.
Cerchiamo di sciogliere ogni dubbio rispondendo alle domande più frequenti.

1. Che cos'è questa nuova influenza A(H1N1)?
L'influenza "suina", come fu battezzata inizialmente, è una malattia respiratoria acuta che si presenta con sintomi paragonabili a quelli della classica influenza stagionale, causata però da un nuovo virus influenzale del tipo A (H1N1).

2. Perché è stata definita "suina"?
L'appellativo "suina" deriva dall'origine del virus: è frutto dell'incrocio tra due ceppi di virus influenzali che infettano i maiali, due virus da tempo diffusi negli allevamenti.

A loro volta questi due ceppi hanno avuto origine dall'incrocio di virus influenzali umani, aviari (degli uccelli) e suini. Grazie a questi mescolamenti genetici, del tutto naturali, si è originato questo nuovo virus, senza parentele strette con i virus influenzali stagionali circolanti, con l'abilità di infettare e diffondersi con efficienza nella specie umana.

Il fenomeno però non è nuovo: nell'uomo infezioni da virus influenzali suini sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni '50 e sono legate a contatti ravvicinati con suini, come avviene negli enormi allevamenti industriali, dove migliaia di maiali sono assiepati in spazi ristretti e in scarse condizioni igieniche (condizioni favorevoli per la propagazione delle infezioni).

3. Perché è stata definità pandemia?
Si ha una pandemia quando una nuova infezione riesce ad espandersi in più zone del mondo contemporaneamente, in tempi rapidi e diffusamente a livello delle singole aree, così come sta facendo il virus A H1N1. È proprio la novità dell'agente infettivo, contro cui l'uomo non ha ancora avuto il tempo di costruire difese immunitarie, il fattore che determina il rapido espandersi del virus nella popolazione. La stessa paura ci fu per la SARS e per l'infleunza aviaria, entrambe infezioni nuove per l'uomo, anche se in questi casi la pandemia non si verificò.

4. Che differenza c'è tra la nuova influenza A e l'influenza stagionale?
In termini di vie di trasmissione, sintomi e trattamento non sembra esserci differenza tra le due influenze. La differenza sta nella probabilità di essere contagiati. L'influenza stagionale è data da virus influenzali che da tempo circolano nella popolazione, di cui l'uomo negli anni conserva parziale memoria immunologica, cioè capacità di difendersi (parziale, poiché il virus si ripresenta leggermente diverso ogni anno). L'infezione annuale quindi non sorprende tutta la popolazione, e proprio per questo il numero di malati e di decessi è contenuto.

La nuova influenza è causata invece da un virus nuovo, che la popolazione mondiale non ha mai dovuto affrontare, e contro cui non ha nessuna difesa immunitaria. Questo non vuol dire però che l'influenza sarà di sicuro più grave o più mortale, ma solo che un numero maggiore di persone potranno prendersela, un enorme problema per le risorse sanitarie e l'economia mondiale.

5. Come si trasmette?
La trasmissione da uomo a uomo avviene come per la classica influenza: si verifica per via aerea attraverso le micro-gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani ed oggetti contaminati dalle secrezioni respiratorie dei malati. Per questo una buona igiene delle mani e ed una maggiore accortezza nel non diffondere l'infezione (per es. coprendo bocca e naso non con le mani, ma con un fazzoletto in caso di starnuti e colpi di tosse) è essenziale nel limitare la diffusione dell'influenza.

Va ricordato che una persona adulta può trasmettere il virus dal giorno prima dell'inizio dei sintomi fino a tre/sette giorni dopo l'inizio della malattia.

6. Chi sono le persone più a rischio di complicazioni?
In questo momento, i dati disponibili indicano più a rischio di complicazioni i malati cronici, come persone con problemi cardiaci e respiratori, i grandi obesi, chi ha difese immunitarie compromesse da malattie o terapie, gli anziani, i bambini sotto i due anni e le donne in gravidanza.

7. Cosa fare per proteggersi?
Ci sono alcune semplici azioni che aiutano a prevenire la diffusione di malattie infettive in generale, e quelle che si trasmettono per via aerea (come l'influenza). In particolare:

  • lavare spesso le mani con acqua e sapone e in particolare dopo avere tossito o starnutito o dopo aver frequentato luoghi e mezzi di trasporto pubblici; se acqua e sapone non sono disponibili è possibile usare in alternativa soluzioni detergenti a base di alcol;
  • coprire naso e bocca con un fazzoletto (possibilmente di carta) quando si starnutisce e gettare il fazzoletto nella spazzatura;
  • evitare di toccare occhi, naso e bocca prima di aver lavato le mani; i germi, e non soltanto quelli dell'influenza, entrano nel nostro organismo attraverso questi organi.

8. Quali sono i sintomi?
I sintomi che caratterizzano l'influenza A/H1N1 sono gli stessi della classica influenza stagionale, e sostanzialmente tre:

  • febbre alta sopra i 38° C
  • almeno uno di questi sintomi respiratori: raffreddore, dolore alla gola, tosse
  • dolori importanti a muscoli e articolazioni.

Questa influenza è a volte accompagnata da disturbi gastro-intestinali.Nel lattante invece è comune che l'infezione si manifesti con vomito e diarrea e solo eccezionalmente con febbre.

9. Cosa fare se si sospetta di avere contratto l'influenza A (ma anche la classica influenza stagionale)? Se si ha il sospetto di essere malati, non bisogna recarsi in ambulatorio, né in farmacia, né in ospedale, ma contattare il proprio medico telefonicamente. Ci fornirà tutte le istruzioni del caso, sia per quanto riguarda le norme di comportamento da assumere che per quanto riguarda la terapia. L'influenza infatti, nella maggior parte dei casi, si conclude con la guarigione del paziente: il medico di famiglia, conoscendo bene lo stato di salute dei pazienti e quello dei familiari conviventi, è il riferimento da privilegiarsi per ogni tipo di necessità.Se si è malati è essenziale rimanere a casa evitando i contatti non necessari con altre persone, non intraprendere viaggi, non recarsi al lavoro o a scuola, in modo da non diffondere il virus ad altre persone e da ridurre il rischio di complicazioni (si intende sovra-infezioni da parte di altri virus o batteri).

10. Come si cura?
Normalmente, in caso di influenza si fa ricorso soltanto a rimedi contro i sintomi. Oltre ai semplici ma efficaci rimedi casalinghi (assunzione di liquidi, riposo, umidificazione dell'aria…) il medico di famiglia potrà consigliare alcuni farmaci, generalmente antipiretici contro la febbre e antidolorifici per il mal di testa e i dolori articolari e muscolari.

Nel caso dell'influenza è assolutamente inutile ricorrere all'uso di antibiotici.

Sintomi come febbre e tosse sono assolutamente comuni nell'influenza, ed essendo causati da un virus e non da batteri, usare un antibiotico è insensato.

11. È utile assumere farmaci antivirali?
Il virus H1N1 è sensibile ai farmaci antivirali oseltamivir (Tamiflu, 36,80 euro) e zanamivir (Relenza, 32,60 euro), acquistabili in farmacia solo con ricetta medica, totalmente a carico del paziente.

Le migliori conoscenze oggi disponibili indicano però che l'unico beneficio dato da questi farmaci è la riduzione della durata dei sintomi, pari ad un giorno negli adulti sani e un giorno e mezzo nei bambini sani. Inoltre, l'efficacia e la sicurezza di questi farmaci non sono accertate in bambini inferiori ad un anno, donne in gravidanza e allattamento, anziani sopra i 65 anni, persone con malattie croniche (cardiache e respiratorie), bambini asmatici e persone con difese immunitarie compromesse.

Tenendo quindi conto che l'influenza per natura è una malattia che si risolve in pochi giorni, il vantaggio è decisamente modesto, a fronte di effetti indesiderati da non sottovalutare (nausea, vomito, insonnia, allucinazioni, irritabilità nei bambini) e del costo elevato per il paziente.

Un'ulteriore preoccupazione è l'emergere di resistenza dei virus a questi farmaci, fenomeno noto da tempo e che si sta diffondendo rapidamente: un uso improprio o eccessivo non fa che favorirla.

12. Che informazioni abbiamo attualmente sul vaccino?
Secondo il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali il vaccino contro il nuovo virus influenzale sarà disponibile dalla seconda metà di novembre 2009 ai primi mesi del 2010.

È difficile dire se il vaccino sarà utile o no, dipende da molti fattori. Prima di tutto dalla disponibilità di questo ultimo prima che compaia il picco di infezione, che attualmente è previsto in Italia per la seconda metà di dicembre. Ancora prima, dipenderà dall'efficacia che il vaccino dimostrerà negli studi clinici necessari alla sua approvazione. Su questo argomento, così come sulla sicurezza del vaccino, nulla può essere anticipato, poiché gli studi clinici sono attualmente in corso. L'unica informazione che abbiamo è che la metodica di preparazione del nuovo vaccino ricalcherà quella del vaccino influenzale stagionale che ogni anno arriva nelle farmacie.

Nel momento in cui scriviamo (4 settembre) è stata annunciata la messa a punto del primo vaccino in Cina, vaccino di cui non si sa nulla per il momento, se non il nome.

Per quanto riguarda chi dovrà essere vaccinato, la decisione viene presa in base alle caratteristiche epidemiologiche dell'infezione (diffusione, gravità, fasce di popolazione colpite) ed all'esigenza di mantenere attivi i servizi pubblici, in particolare quelli sanitari.

Per ora comunque ci vuole molta cautela su questo argomento. Va però ricordato che il vaccino è comunque un grande business per le aziende farmaceutiche che lo produrranno. L'affare è enorme e bisognerà davvero vigilare perché gli interessi industriali non prevalgano su quelli della gente.


L'influenza costituisce un importante problema di sanità pubblica a causa della sua ubiquità, contagiosità, variabilità antigenica dei virus. Si stima che in Italia l'influenza stagionale causi ogni anno circa 8.000 decessi. 
Il mezzo più efficace e sicuro per contrastarne la diffusione è rappresentato dalla vaccinazione. 
 
Occorre sottolineare che il vaccino stagionale è diverso e distinto sia per composizione sia per modalità di somministrazione dal vaccino per la pandemia influenzale da nuovo virus A(H1N1). Il vaccino stagionale non offre, infatti, protezione nei confronti del nuovo virus influenzale pandemico, in quanto i due virus sono diversi.
Tuttavia vaccinarsi contro l'influenza stagionale rappresenta soprattutto quest'anno un'importante misura di protezione individuale e di tutela della salute pubblica, proprio per la possibile circolazione concomitante dei due virus, semplificando la diagnosi, riducendo le complicanze e favorendo l'efficienza dell'assistenza sanitaria.

La composizione del vaccino stagionale viene aggiornata di anno in anno, in base ai virus circolanti durante la stagione precedente. 
Per la stagione 2009-2010 è stata decisa la seguente composizione del vaccino:

  • antigene analogo al ceppo A/Brisbane/59/2007 (H1N1)
  • antigene analogo al ceppo A/ Brisbane /10/2007 (H3N2)
  • antigene analogo al ceppo B/ Brisbane /60/2008
Il periodo consigliato per la vaccinazione va dall'inizio di ottobre fino a fine dicembre
Poiché la maggior parte della popolazione è stata, con tutta probabilità, infettata dai virus influenzali A/H3N2, A/H1N1 e B nel corso degli ultimi anni, una sola dose di vaccino antinfluenzale è sufficiente per i soggetti di tutte le età, con esclusione dell’età infantile. 
Per i bambini al di sotto dei 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane

La vaccinazione è raccomandata a:

1. Soggetti di età pari o superiore a 65 anni;

2. Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da:
  • malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio
  • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
  • diabete mellito e altre malattie metaboliche
  • malattie renali con insufficienza renale
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
  • tumori
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
  • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)
3. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale

4. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza

5. Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti

Particolarmente fragili nei periodi di maggiore circolazione dei virus influenzali, i pazienti risultano generalmente portatori di condizioni individuali o di specifiche patologie che predispongono alle complicanze e rendono particolarmente severo il decorso della malattia influenzale. 

6. Medici e personale sanitario di assistenza
  • il rischio personale di contrarre l’influenza essendo a continuo contatto con soggetti ammalati di forme respiratorie e di influenza specie nei periodi di diffusione epidemica dei virus
  • l’assenteismo dal lavoro per influenza proprio nel periodo in cui vi è maggiore richiesta di assistenza da parte della popolazione
  • il rischio di diventare trasmettitore di infezione da virus influenzali nella comunità dove esercitano la loro attività lavorativa (ospedale, strutture per lungodegenti etc.), comunità che richiedono invece il massimo di tutela Esiste un’ampia letteratura che documenta l’utilità della vaccinazione del personale sanitario.
7. Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio
Tale categoria di soggetti diventa un importante elemento per ridurre il rischio di trasmissione.

8. Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori
come le forze di polizia, i vigili del fuoco, considerato il ruolo essenziale svolto nell’ambito della sicurezza ed emergenza ed altre categorie socialmente utili.

9. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani
Ai lavoratori a contatto con specie animali, che sono serbatoi naturali dei virus influenzali o che si ammalano a causa di questi, va raccomandata, ed offerta attivamente, la vaccinazione antinfluenzale.
  • allevatori
  • addetti all’attività di allevamento
  • addetti al trasporto di animali vivi
  • macellatori e vaccinatori
  • veterinari pubblici e libero-professionisti

10. Informazioni aggiuntive riguardo alla vaccinazione di ulteriori gruppi di popolazione

- Bambini non compresi nelle categorie a rischio:
L’inserimento nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l’influenza di tutti i bambini da 6 mesi a 24 mesi (o fino a 5 anni) è un argomento attualmente al centro di discussione da parte della comunità scientifica internazionale.
Questa scelta è gia stata fatta dalla Sanità Americana ma i dati di copertura vaccinale finora raggiunti non consentono di valutare l’impatto di tale intervento.
Pertanto i Servizi di Sanità Pubblica dei Paesi europei, compresi quelli italiani, non hanno finora ritenuto di promuovere programmi di offerta attiva gratuita del vaccino influenzale ai bambini che non presentino fattori individuali di rischio.
Ciò non significa che vi siano controindicazioni alla vaccinazione dei bambini “sani” di età superiore a 6 mesi, qualora il loro pediatra optasse per tale scelta. Valgono per loro le stesse regole (dosaggio, numero di dosi) indicate per i bambini appartenenti ai gruppi di rischio.

- Popolazione generale
Possono scegliere di vaccinarsi contro l’Influenza tutte le persone che desiderano evitare la malattia influenzale per varie motivazioni (timore della malattia, viaggi, lavoro, etc.) salvo quelle per cui esistono specifiche controindicazioni. Il vaccino è disponibile presso le farmacie, ma è bene che tale scelta sia sempre effettuata di concerto con il proprio medico.

http://www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPianoNew.jsp?id=250

Redazione Ministerosalute.it - 28 agosto 2009

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