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Rilevazione degli apprendimenti 2008-09 nella scuola primaria (Rapporto integrale) [file pdf]
Sintesi rapporto
1. Il 26 e il 28 maggio del 2009 ha avuto luogo in 5.303 scuole primarie italiane la rilevazione degli apprendimenti in Italiano e Matematica dei ragazzi nelle classi seconde e quinte mediante una prova esterna standardizzata. Si tratta del 68,2 per cento del totale delle scuole primarie, frequentate dal 68,8 per cento degli alunni delle classi seconda e quinta. In ciascuna scuola la prova è stata sostenuta da un campione di alunni pari mediamente al 31,1 per cento della popolazione studentesca. Complessivamente hanno sostenuto le prove oltre 350.000 alunni.
2. Tra le 5.303 scuole partecipanti alla rilevazione, 1.069 appartengono al campione di scuole che l’INVALSI ha selezionato ex ante, cioè prima dell’iscrizione volontaria delle scuole alla rilevazione, partendo dall’insieme di tutte le Istituzioni scolastiche, statali e paritarie, operanti sul territorio nazionale.
3. I dati presentati in questo rapporto sono basati sugli esiti della rilevazione nelle 1.069 scuole campione; esse sono frequentate da circa 90.000 alunni, il 16,4 per cento degli studenti delle classi seconda e quinta; tra questi 46.000 circa sono stati campionati ed hanno effettivamente sostenute le prove. Nelle scuole campione la somministrazione è avvenuta alla presenza di un osservatore esterno il cui compito principale è stato quello di garantire il rispetto del protocollo di somministrazione. Le verifiche statistiche effettuate non hanno messo in luce comportamenti opportunistici statisticamente rilevanti; pertanto i dati presentati in questo rapporto sono quelli direttamente inviati dalle scuole campione.
4. I bambini della classe seconda della scuola primaria mediamente hanno risposto in modo corretto al 65 per cento dei quesiti di Italiano (Tavola 1). Gli alunni hanno risposto correttamente al 68,8 per cento delle domande finalizzate a verificare l’ampiezza del loro vocabolario, al 63 per cento delle domande finalizzate a verificare la loro capacità di organizzare in modo corretto una frase e al 61,7 per cento dei quesiti tesi a valutare la loro abilità nella comprensione di un testo narrativo (Tavola 2).
5. Nella prova di Matematica della classe seconda le risposte corrette sono state pari al 54,9 per cento (Tavola 1). Gli alunni hanno risposto correttamente al 66,2 per cento delle domande finalizzate alla conoscenza dell’ambito “Misura, Dati e Previsioni”; più difficili si sono rivelati i quesiti relativi agli altri due ambiti, “Numeri” e “Spazio e figure”, per i quali la percentuale di risposte corrette si è fermata rispettivamente al 49,3 e al 46,3 per cento (Tavola 3).
6. Nella classe seconda della scuola primaria i risultati degli alunni delle diverse aree del Paese sono piuttosto uniformi, con l’unica rilevante eccezione dei risultati in Italiano degli alunni frequentanti le scuole delle regioni meridionali che mostrano una differenza negativa di quasi sei punti percentuali (Tavola 1). L’intera distribuzione dei risultati in Italiano dei ragazzi meridionali sembra essere sbilanciata verso i punteggi più bassi. Al contrario per la Matematica la quota delle eccellenze tra i bambini meridionali è più elevata che nel resto del Paese (10,6, 7,5 e 7,0 per cento rispettivamente nel Sud, nel Nord e nel Centro).
7. Anche le differenze di punteggio associate al genere e all’età dei bambini sono piccole o comunque non sufficientemente ampie da superare la soglia della significatività statistica.
8. I bambini di cittadinanza diversa da quella italiana già nella classe seconda della scuola primaria conseguono risultati molto inferiori rispetto a quelli ottenuti dai loro compagni di cittadinanza italiana sia in Matematica (5,6 punti percentuali in meno), ma soprattutto in Italiano (circa 10 punti). In entrambe le materie le differenze sono molto più accentuate al Nord, rispetto al Centro e al Sud. Il fenomeno dipende da due fattori contrapposti. Mentre i punteggi dei bambini di cittadinanza italiana sono più elevati al Nord e al Centro rispetto al Sud, quelli dei bambini di cittadinanza diversa da quella italiana sono invece più alti al Sud che al centro e al Nord. E’ molto probabile che quest’ultimo fenomeno sia legato, tra l’altro, alla diversa numerosità degli allievi non italiani nelle diverse aree del Paese.
9. Nella classe quinta le risposte corrette nella prova di Italiano sono state in media pari al 62,3 per cento (Tavola 4). Gli alunni hanno risposto correttamente al 63,3 per cento delle domande finalizzate a verificare la comprensione di un testo espositivo, al 62,3 per cento dei quesiti tesi a valutare la loro abilità nella grammatica e al 60,8 per cento delle domande finalizzate a verificare la comprensione di un testo narrativo (Tavola 5).
10. Nella prova di Matematica relativa alla quinta classe le risposte corrette sono state pari al 57,1 per cento (Tavola 4). Gli alunni hanno risposto correttamente al 79,2 per cento delle domande finalizzate alla conoscenza dell’ambito “Misura, Dati e Previsioni”; al 67,3 per cento delle domande sui “Numeri”. Più difficili si sono rivelati i quesiti relativi agli altri due ambiti, cioè “Relazioni e Funzioni” con una percentuale di risposte corrette pari a 50,7 per cento e “Spazio e figure”, per il quale la percentuale di risposte corrette si è fermata al 41,8 per cento (Tavola 6).
11. Nella classe quinta della scuola primaria i risultati degli alunni delle diverse aree del Paese sono meno uniformi di quanto osservato nella classe seconda; restano gli ampi divari negli apprendimenti di Italiano, anche se di minore entità rispetto alla classe seconda; lo svantaggio statisticamente significativo del Sud è di circa due punti percentuali rispetto al resto del Paese. Al contrario, per la Matematica, l’articolazione geografica dei risultati mostra rilevanti differenze di punteggio fra le tre macro-aree che sono, a differenza di quanto accadeva in seconda, tutte significative. In sostanza sembra profilarsi un progressivo distacco degli apprendimenti dei ragazzi frequentanti le scuole del Centro da quelli del Nord e si conferma il più basso livello degli apprendimenti dei ragazzi frequentanti le scuole del Sud.
12. Anche per la quinta primaria le differenze di punteggio connesse al genere e quelle legate all’età dei bambini sono minime o comunque non sufficientemente forti per superare la soglia della significatività statistica.
13. I bambini di cittadinanza diversa da quella italiana nella classe quinta della scuola primaria conseguono risultati molto inferiori rispetto a quelli ottenuti dai loro compagni di cittadinanza italiana sia in Matematica (4,8 punti percentuali in meno) e soprattutto in Italiano (7,2 punti); i divari sembrano più contenuti rispetto a quelli ottenuti dagli alunni della seconda primaria. Come per la seconda classe in entrambe le materie le differenze connesse con la cittadinanza sono molto più accentuate al Nord che al Centro e al Sud.
14. La variabilità dei livelli di apprendimento è normalmente utilizzata per valutare il grado di uniformità di opportunità che il sistema di istruzione offre a tutti gli allievi. Una bassa variabilità indica che i tutti i ragazzi conseguono livelli di apprendimento simili, indipendentemente dalle condizioni socio-economiche delle loro famiglie, dalla scuola frequentata e dal contesto socio-economico di provenienza. Alta variabilità implica difformità di opportunità. Oltre alla dimensione della variabilità si considera in genere anche quanta parte dipenda dalle differenze tra le scuole e quanta dalle differenze dentro le scuole. Dove la prima componente è più bassa, maggiore è l’uniformità delle opportunità.
15. I risultati delle prove di Italiano e di Matematica evidenziano una differenza nella variabilità dei punteggi all’interno delle diverse aree. Gli esiti sono molto più dispersi al Sud che nelle altre regioni. Inoltre questa differenza di variabilità è da imputare prevalentemente alla componente tra scuole nelle regioni meridionali, considerevolmente maggiore rispetto al resto del Paese. In Italiano nella classe seconda la quota della varianza tra scuole sul totale è molto bassa nel Nord e nel Centro (4,7 e 8,9 per cento rispettivamente) e pari al 17,5 per cento nel Sud. Queste differenze si amplificano per la matematica e nella classe quinta (Tavola 7).
Con la direttiva n.76 del 16.8.2009 il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca ha chiesto all’INVALSI di " […] provvedere, sulla base delle indicazioni di cui alla direttiva triennale n. 74 del 15 settembre 2008, alla valutazione degli apprendimenti tenendo conto anche delle soluzioni e degli strumenti già adottati per rilevare il valore aggiunto prodotto da ogni singola scuola in termini di accrescimento dei livelli di apprendimento degli alunni.". La direttiva n.76 prevede, inoltre, che per il presente anno scolastico, la rilevazione avvenga nel II e nel V anno della scuola primaria e nel I e III anno della scuola secondaria di primo grado.
L’INVALSI intende rispondere a quanto indicato nella direttiva attraverso il Servizio Nazionale di Valutazione che si basa su uno stretto e solido rapporto di collaborazione con le singole scuole. La riflessione su quanto accade in altri importanti sistemi scolastici mette in evidenza che la misura esterna degli apprendimenti degli studenti può costituire uno strumento essenziale di governo della scuola. Avere un punto di riferimento esterno permette, infatti, al corpo docente e a chi lo coordina di avere una misura delle conoscenze/abilità e competenze dei propri ragazzi comparata a quella delle altre scuole del Paese, tenuto conto delle caratteristiche degli allievi di ciascuna realtà scolastica.
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