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L’impostazione generale del Nuovo Gulliver News rimane sostanzialmente invariata, ma abbiamo inserito, com’è giusto che sia, qualche cambiamento per rispondere sempre meglio ai bisogni professionali emergenti. Nella prima parte, dedicata ad articoli di approfondimento, segnaliamo in particolare la rubrica dedicata alle tante difficoltà di apprendimento che sempre più spesso i bambini cosiddetti “normali” incontrano nel loro lavoro scolastico.
Tali difficoltà, come ben sappiamo, sono dovute alle più svariate ragioni, ma spesso di fronte ai bambini “difficili” gli insegnanti si trovano disarmati e... in difficoltà di insegnamento.
A questo proposito, per fornire ulteriori spunti e suggerimenti operativi, abbiamo creato un coordinamento a livello di programmazioni didattiche con la rivista “ErreessE” (sempre della Edizioni Didattiche Gulliver), dedicata all’integrazione dei bambini in difficoltà e di quelli stranieri.
Molti argomenti, infatti, sono stati scelti in comune, in modo che gli insegnanti potranno individuarvi percorsi facilitati ed attività più adatte agli alunni che hanno bisogno di più tempo e di approcci metodologici più operativi.
Ancora nella prima parte sono stati introdotti due nuovi spazi dedicati rispettivamente al Laboratorio di scrittura creativa e al Laboratorio di matematica. Come mai una scelta del genere? Negli ultimi anni, la scuola italiana ha visto una buona diffusione della didattica laboratoriale, dedicata però soprattutto alle attività espressive o alle cosiddette “educazioni” e, comunque, inserita in attività e/o progetti aggiuntivi.
La scommessa sulla quale giochiamo è quella di aprire spazi laboratoriali perattività solitamente un po’ “ingessate” come l’italiano e la matematica, da realizzare durante le normali attività didattiche.
La lettura e la scrittura, alle quali a scuola viene pur dedicato tanto tempo, non sono attività molto praticate dopo la scuola; le classifiche, infatti, ci vedono agli ultimi posti in Europa per consumo di libri e giornali.
La matematica poi è una disciplina “sofferente” (basta dare uno sguardo alle statisticheinternazionali…) nella quale gli studenti italiani sono largamente impreparati rispetto ai loro coetanei di altri paesi. Tutto questo non può lasciare indifferente chi nella scuola lavora alla formazione e alla educazione di base dei nostri ragazzi. Problema di metodo? Probabilmente sì; speriamo, dunque, che questo nuovo spazio si riveli utile ed efficace per accostare in modo più interessante e motivante i ragazzi ai due linguaggi fondamentali, italiano e matematica, su cui si basano tutti gli altri saperi. Le numerose rubriche che arricchiscono la prima parte hanno l’obiettivo di offrire letture utili per arricchire la propria professionalità, approfondire temi interessanti e prendersi ogni tanto una salutare “pausa di riflessione”.
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Con l’emanazione delle recenti Indicazioni per il curricolo il discorso sulla programmazione didattica va rimesso al centro della riflessione professionale e profondamente ripensato con gradualità e impegno (per un approfondimento più puntuale su questo argomento rimando al mio articolo sul tema in questo stesso numero).
Le Indicazioni, infatti, sono date alle scuole “come materiale su cui operare in progress per dare il proprio contributo alla definizione del complessivo impianto culturale e alle problematiche di fattibilità connesse alla attuazione” (dal parere del CNPI).
Il documento, dopo la stagione della personalizzazione e delle Unità diapprendimento, che pure hanno messo a fuoco alcuni punti essenziali, in primo luogo la significatività dei saperi e delle proposte didattiche, ripropone sin dal titolo il fondamentale strumento del curricolo, richiama fortemente la dimensione comuni la scelta del modello di programmazione.
In tale contesto e in tempi ristrettissimi, il comitato di redazione del Nuovo Gulliver News si è trovato ad effettuare alcune scelte di fondo “in tempo reale”, cercando di interpretare il comprensibile disorientamento che si sarebbe diffuso tra gli insegnanti alla ripresa delle attività didattiche. Abbiamo pertanto scelto di recepire le nuove Indicazioni, nell’intento di aiutare gli insegnanti, sin dall’inizio del nuovo anno, ad orientarsi nel nuovo scenario, scegliendo peraltro percorsi formativi aperti, realizzabili a prescindere dal modello di programmazione che le singole scuole vorranno adottare. Ma, in un’ottica di continuità e immaginando che non tutti vorranno abbandonare la matrice dell’Unità di apprendimento (sulla quale pure tanto si è lavorato) nell’area riservata del portale www.gulliverscuola.eu, mettiamo a disposizione dei nostri abbonati le linee generali della programmazione annuale corredata da tutti gli elementi necessari per elaborare le Unità di apprendimento.
Anzi, a questo proposito e sempre in un’ottica di continuità, abbiamo scelto di indicare, nei percorsi operativi, i traguardi formativi che esplicitano la significatività dei saperi, gli orizzonti di senso, la dimensione valoriale e formativa delle proposte didattiche. Sono molto simili agli obiettivi formativi e costituiscono una indicazione per gli insegnanti che possono farla propria o meno, ma comunque aiutano ad orientare verso i traguardi di sviluppo delle competenze. Speriamo davvero, in questo modo, di interpretare le esigenze degli insegnanti e di offrire uno strumento duttile, aperto a molteplici usi.
Tornando alle Indicazioni per il curricolo, queste propongono l’aggregazione delle discipline in tre aree:linguistico- artistico-espressiva che comprende italiano, lingue comunitarie, musica, arte e immagine, corpo movimento e sport;
l’area storico-geografico che racchiude storia e geografia, infine
l’area matematico-scientifica-tecnologica che comprende matematica, scienze naturali e sperimentali e tecnologia.
Viene ribadita, in tal modo, l’esigenza di promuovere gli apprendimenti disciplinarispecifici salvaguardando però un’ottica di multi/interdisciplinarità, integrazione e coerenza. Gli obiettivi di apprendimento sono stati definiti per le classi terze e quinte in modo volutamente “leggero” ed essenziale;
li abbiamo pertanto declinati in modo più specifico per le classi intermedie. Per ciascuna disciplina, poi, sono definite le competenze in termini di “traguardi di sviluppo al termine della scuola primaria”. Avremo tempo e modo di tornare sulle singole parti del documento per un’analisi più approfondita, ma alcuni passaggi vanno chiariti.
Qualunque sia il modello di programmazione che le scuole adotteranno, alcune operazioni sono imprescindibili, a cominciare da una seria lettura dei bisogni formativi degli alunni e della realtà familiare, sociale,culturale nella quale essi vivono.
A questo proposito, qualcosa va detto a proposito dei bisogni formativi, che vanno compresi in profondità e in modo autentico. L’essenziale, diceva la volpe del “Piccolo principe”, è invisibile agli occhi; l’essenziale, in questo caso, sono i bisogni profondi:
quello di autonomia, tanto disatteso nella scuola italiana, dove tutto è diretto organizzato deciso e gestito dagli adulti;
quello di riconoscimento, di autenticità, di sicurezza e di autorevolezza, di testimonianze offerte da adulti significativi.
Queste sono le vere poste in gioco, al di là del modello di programmazione, che è solo uno strumento tecnico, importante certo, ma quello che importa è che cosa andiamo a progettare e come lo mettiamo in campo.
Infine, alcune considerazioni intorno all’educazione alla cittadinanza e all’insegnamento della religione cattolica. All’interno dell’area storico-geografica vengono definiti i temi degli studi sociali e il profilo delle competenze relative alla cittadinanza attiva; tuttavia, considerato il valore determinante per il futuro della società e della stessa convivenza civile di queste fondamentali competenze,abbiamo scelto di inserire una rubrica Educare alla cittadinanza, nella quale gli insegnanti potranno trovare ulteriori spunti per attività e percorsi didattici, che aiutino gli alunni a sviluppare atteggiamenti di rispetto degli altri, del proprio ambiente di vita e favoriscano forme di cooperazione e solidarietà. L’insegnamento della religione cattolica, infine, essendo sottoposta al vincolo del regime concordatario, non è stata modificata; la troverete dunque ancora suddivisa in tre livelli, in attesa di una eventuale revisione da parte della Conferenza Episcopale Italiana che deciderà se rivedere o meno gli obiettivi di apprendimento.
Il raccoglitore per le schede operative
Una novità che siamo sicuri gli insegnanti apprezzeranno molto è il comodo raccoglitore colorato e robusto, allegato alla rivista, pensato come contenitore delle schede didattiche in formato A4 allegate a ciascun numero della rivista.
In questo modo le schede possono essere conservate a parte, catalogate secondo criteri personalizzati, riutilizzate quando servono,conservate e arricchite di anno in anno.
di Maria Paola Pietropaolo
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