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”PADRE PIO” VIA RENO, 1 - 70022 ALTAMURA (BA)
Altamura, 30 gennaio 2010 - Prot. n. 477\C12
Ai Dirigenti delle scuole del Network n. 5 per il progetto diritti a scuola
Altamura
C.D. “S.Francesco d’Assisi”
S.S di primo 1°Grado”E.Pacelli”
Gravina
C.D. “Padre Pio”
C.D. “S.G. Bosco”
C.D. “San Dom. Savio”
Istituto Comprensivo “E.P. Santomasi”
Istituto Comprensivo BENEDETTO XIII”
S.S. di primo Grado “N. Ingannamorte”
Spinazzola
Istituto Comprensivo”Mazzini De Cesare”
All’Assessore Regionale G. Viesti
e. p.c. Al Direttore Generale
Ufficio Scolastico Regionale –Puglia
Al Dott. Bruno Losito - Roma
Oggetto: Incontro autovalutazione progetto diritti a scuola mese di febbraio
In vista dell’incontro in oggetto indicato, le cui date saranno comunicate preventivamente, si prega di tenere in evidenza i seguenti atti :
1. le copie dei progetti;
2. i risultati complessivi delle rilevazioni Invalsi;
3. le percentuali di risposte corrette per italiano e matematica nelle singole domande;
4. gli esiti delle rilevazioni interne;
5. ogni altro dato significativo, rilevante nelle determinazioni progettuali;
6. numero alunni frequentanti (medie settimanali);
7. sviluppo settimanale delle attività: numero ore in compresenza, in contemporaneità( con gruppi di livello in spazi diversi), e in orario aggiuntivo;
8. elementi riguardanti il raccordo tra docenti interni e docenti aggiunti;
9. dati relativi alle comunicazioni con le famiglie;
10. eventuali proposte di integrazione delle schede di rilevazione.
Mentre si ringrazia per la collaborazione, si anticipano le date per le scuole sottoriportate:
Quinto circolo Altamura 6/febbraio/2010 ore 9,30 Sabato
Terzo circolo Gravina –8/febbraio/2010 ore17
Primo circolo Gravina –9febbraio/2010 ore 17
Secondo circolo Gravina—10/febbraio/2010 ore 17.
Ai lavori, unitamente al Dirigente Scolastico, parteciperanno i docenti interni del gruppo di progetto e i docenti esterni interessati, con inizio dalla tipologia A.
Il Dirigente Scolastico Il Dirigente Tutor
f.to Prof.ssa Pasqua Loviglio f.to Vito Lorenzo Sardone
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(28/09/09) Progetto "DIRITTI A SCUOLA". Interventi per qualificare il sistema scolastico e prevenire la dispersione, favorendo il successo scolastico
(12/11/09) Accordo del 17.9.2009 tra MIUR e Regione Puglia - Progetto "Diritti a scuola". Interventi per qualificare il sistema scolastico e prevenire la dispersione, favorendo il successo formativo.Procedure per l'individuazione delle risorse professionali.
(13/11/09) Progetto “Diritti a scuola” Modalità di sottoscrizione convenzioni – Schema di convenzioni Accordo del 17.9.2009 tra MIUR e Regione Puglia – Progetto “Diritti a scuola”. Interventi per qualificare il sistema scolastico e prevenire la dispersione, favorendo il successo formativo. Finanziamento ulteriori progetti.
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| CONTENUTI DIDATTICI DEL PROGETTO DIRITTI A SCUOLA |
| Leggi tutto... |
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Diritti a Scuola
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Avviso Pubblico n. 14/2009 "Diritti a Scuola"  |
| “ DIRITTI A SCUOLA” IN PUGLIA, 2009-2010
I risultati delle recenti indagini OCSE-PISA sul “Livello di competenza dei quindicenni italiani” e i risultati dei test dell’Invalsi evidenziano che in Puglia vi è un numero elevato di studenti con insufficienti conoscenze di base. Questa situazione è inaccettabile. La carenza di competenze potrebbe determinare per questi ragazzi percorsi di vita e di lavoro più difficili e insoddisfacenti. Causare, per l’intera regione, una crescita economica e un livello di vita civile peggiori nel lungo periodo. Recenti valutazioni della Banca d’Italia mostrano che quello in istruzione è l’investimento, privato e pubblico, più utile. Al crescere dei livelli di istruzione aumentano molto, specie nel Mezzogiorno, le probabilità di trovare lavoro e di ricevere uno stipendio migliore; di saper curare meglio la propria salute; di partecipare alla vita democratica. Il rendimento sociale dell’investimento pubblico in istruzione è altissimo.
Operare per accrescere le competenze dei ragazzi con maggiori carenze è fondamentale per loro e per l’intera regione. E’ coerente con la strategia di sviluppo della Giunta Regionale Pugliese, che punta sulla qualità dei servizi pubblici e sulle competenze dei cittadini come motori dello sviluppo economico.
Il Programma Operativo FSE Puglia 2007-2013 ha tra i propri obiettivi strategici il recupero delle competenze di base e trasversali degli studenti, tali da contrastare la dispersione scolastica. Il Piano di azione della Regione Puglia per il raggiungimento degli obiettivi di servizio 2007-2013 (che includono i livelli di apprendimento dei giovani) prevede lo sviluppo di attività volte al miglioramento delle competenze di base dei giovani.
In questo quadro, la Regione Puglia, Assessorati al Diritto allo Studio e alla Formazione Professionale con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale e dell’Invalsi, ha varato “Diritti a Scuola”
“Diritti a Scuola” prevede, attraverso un bando aperto alle scuole pugliesi, un’azione straordinaria per incrementare le competenze di base (italiano e matematica) degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Un’azione straordinaria per metterli in grado di continuare con maggiore facilità e profitto il proprio percorso scolastico e per avere maggiori chances di successo nella vita professionale e personale. La denominazione “Diritti a Scuola” allude sia all’obiettivo di contrastare l’abbandono scolastico, sia alla circostanza che nelle scuole pugliesi debba esserci non solo il diritto formale a frequentarle, ma quello sostanziale ad apprendere. “Diritti a Scuola” sarà realizzato (anche sulla base d’uno specifico Accordo firmato fra Regione Puglia e MIUR) attraverso l’utilizzo di personale docente e non docente precario, colpito dai recenti tagli governativi sul personale scolastico. Tale personale presterà servizio in modo continuativo nelle scuole pugliesi nell’ambito di progetti che verranno finanziati dalla Regione, ricevendo una regolare remunerazione e maturando la relativa anzianità. I dati precisi saranno disponibili a fine ottobre, ma è possibile stimare che “Diritti a Scuola” coinvolgerà oltre 200 scuole; oltre 1200 docenti e 300 unità di personale ATA; alcune decine di migliaia di studenti pugliesi. A giugno 2010, una valutazione scientifica indipendente, a cura dell’Invalsi, misurerà i risultati raggiunti in termini di apprendimento dei ragazzi. L’investimento pubblico complessivo per “Diritti a Scuola” è pari a 22 milioni di Euro.
Come funziona “Diritti a Scuola”?
L’Avviso Pubblico n. 14/2009 a valere sul P.O. Puglia FSE 2007-2013 (presentato dagli Assessorati regionali e dall’Ufficio Scolastico Regionale a tutti i dirigenti scolastici pugliesi delle scuole primarie e secondarie primo grado, nelle giornate del 5 e 6 ottobre 2009) ne specifica le modalità.
Entro il 20 ottobre, le scuole pugliesi interessate (circa 650 in totale) presentano progetti a valere su questo Avviso, previa apposita delibera del Collegio dei Docenti. Il numero di progetti che ciascuna scuola può presentare varia a seconda della sua dimensione in termini di alunni, da un mimino di 1 ad un massimo di 4 (ciascuno di essi centrato sull’italiano o sulla matematica).
Ogni progetto prevede l’assegnazione alla scuola di due docenti supplementari. A ciascuna scuola sarà anche assegnata almeno una unità di personale ATA: di norma collaboratori scolastici, salvo che le scuole non richiedano esplicitamente (in sostituzione) un assistente amministrativo. Ciascun docente sarà impegnato per 350 ore, suddivise in 5 unità disciplinari da 70 ore ciascuna; ogni unità disciplinare dovrà coinvolgere minimo 10 alunni, anche di classi diverse e raggruppati in gruppi di livello. Ogni alunno potrà essere coinvolto in più unità disciplinari. Le attività didattiche si svolgeranno in orario antimeridiano o pomeridiano a seconda di quanto stabilito dal Collegio dei Docenti. Le scuole hanno la più ampia autonomia per definire metodologie e contenuti della didattica. Nella redazione dei progetti le scuole dovranno specificare la loro situazione (difficoltà di apprendimento/dispersione), le metodologie di intervento e l’organizzazione prevista, le azioni di accompagnamento previste (sensibilizzazione delle famiglie e degli allievi), i risultati attesi.
I progetti vengono rapidamente valutati da un apposito nucleo della Regione Puglia. I criteri di valutazione riguardano la finalizzazione dell’attività e la qualità progettuale e, in misura rilevante, la presenza oggettiva di studenti con insufficienti conoscenze in italiano e in matematica, misurata attraverso un indicatore definito dall’INVALSI sulla base delle prove 2008/2009. In base ai punteggi assegnati, vengono definite graduatorie provinciali, e quindi approvati i progetti delle scuole ammesse.
A quel punto, sulla base di quanto previsto dall’Accordo fra Regione Puglia e MIUR, gli Uffici Scolastici Provinciali individuano il personale da utilizzare sulla base delle graduatorie ad esaurimento (scuola primaria; secondaria di 1° grado, classi 042 e 059; collaboratori scolastici/assistenti amministrativi) con priorità per il personale già destinatario di contratto a tempo determinato annuale (o fino al termine dell’a.s. 2008-2009) che non abbia potuto stipulare la stessa tipologia di contratto per carenza di posti disponibili. Ai docenti e al personale ATA viene richiesto un impegno esclusivo e continuativo per l’intera durata del progetto, e riconosciuto il relativo punteggio.
I progetti sono avviati il 15 novembre 2009 e durano sei mesi e mezzo. Il personale sottoscrive appositi contratti di collaborazione coordinata e continuativa con le scuole. La retribuzione lorda di ogni docente, per l’impegno di 350 ore in sei mesi e mezzo, è pari ad Euro 14.415; di un collaboratore scolastico, pari ad Euro 10.260. Le scuole dispongono anche del 10% del costo totale di ogni progetto per altre spese (spese generali, servizi per gli allievi, azioni di promozione delle iniziative); parte di questa cifra viene utilizzata dalle scuole che avranno richiesto esplicitamente un assistente amministrativo per coprire la differenza retributiva rispetto ad un collaboratore scolastico.
E’ costituito presso l’Assessorato per il Diritto allo Studio, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale e dell’Invalsi, un gruppo tecnico di monitoraggio dei progetti, che incontra sistematicamente i docenti interni ed esterni delle scuole coinvolte, anche fornendo loro le indicazioni emerse dalla valutazione di merito e dai dati delle prove Invalsi per aumentare il più possibile qualità e finalizzazione degli interventi. A febbraio 2010 è effettuata una prima valutazione di merito di “Diritti a Scuola”.
“Diritti a Scuola” viene infine sottoposto, in tutte le scuole partecipanti e a cura dell’Invalsi, ad una valutazione finale, in particolare sulla sua efficacia per i livelli di apprendimento degli studenti.
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Diritti a scuola. Viesti: esperienza eccezionalmente positiva
“E’ stata un’esperienza straordinariamente positiva. Tutti sono molto motivati a raggiungere i risultati del progetto: favorire il successo scolastico di decine di migliaia di studenti pugliesi. Cioè preparare una Puglia migliore per il futuro.” . Lo ha detto l’assessore al Diritto allo Studio, Gianfranco Viesti, commentando il primo incontro di verifica del progetto “ Diritti a scuola”, svoltosi a Palo, presso la scuola media Mastromatteo ed al quale hanno partecipato circa 100 tra dirigenti e docenti provenienti da Palo, Grumo, Bitonto e Modugno. “ Anche grazie all’impegno dei dirigenti- ha continuato Viesti- il clima nelle scuole è molto buono. I docenti interni e quelli aggiuntivi del progetto stanno collaborando; e le famiglie degli studenti coinvolti sono molto contente di questa possibilità aggiuntiva di apprendimento. Continuando la collaborazione, intensa e proficua, con l’Ufficio Scolastico Regionale, seguiremo il progetto in ogni momento, in ogni aspetto e in ogni scuola della Puglia, per far sì che al grande impegno finanziario umano corrispondano grandissimi risultati per i ragazzi”.
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IL PIANETA DEI BAMBINI
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DOVETE SAPERE CHE..........
Mi chiamo Riccardo e in compagnia di un compagno della mia classe di nome Antonio, mi reco ogni pomeriggio nella mia scuola da quasi un mese, dalle ore 15,00 alle ore 18,00, per poter svolgere attività che mi offrano la possibilità di sentirmi sempre più sicuro nello svolgimento dei compiti che mi vengono proposti. Tali attività rientrano all'interno del progetto DIRITTI A SCUOLA e questo corso mi vedrà impegnato fino alla fine dell'anno scolastico; noi due siamo in compagnia di altri allegri amici di quinta e questo ci fa molto piacere perchè alcuni di loro in questi anni abbiamo avuto modo di conoscerli, con gli altri invece abbiamo stretto amicizia proprio durante questi incontri pomeridiani: al "timone" c'è la maestra Rosalba che con pazienza ci insegna a diventare sempre più sicuri nello scrivere e nell'esposizione orale.
Al termine delle attività che lei ci assegna ogni giorno, non manca mai un momento di relax, infatti spesso andiamo in palestra o facciamo qualche gioco....Io e Antonio siamo felici di frequentare questo corso anche perchè i complimenti non mancano da parte delle nostre maestre del "mattino" e anche la mia mamma mi vede "cambiato". Io in cuor mio spero di continuare a crescere in positivo così da essere in grado di spiccare il volo verso la scuola media con più sicurezza e serenità!
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| SCUOLE DEL SUD:SERIE B??? |
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SCUOLE CONTRO. ASINI AL SUD? LE PROVE INVALSI NON DICONO TUTTO
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Secondo la rilevazione INVALSI sugli apprendimenti nella Scuola elementare, il Sud è da serie B. Non è vero, ma si vuole giocare a tutti i costi a mettere il Sud contro il Nord. Di Ciro Raia
Penso che quanti abbiano letto l’allarmante e provocatorio titolo, in prima pagina, de "La Repubblica" del 2 febbraio scorso – Scuola, i bambini del Sud in serie B- si siano chiesti, come me, quale maledizione accompagni il popolo meridionale. Non so quanti abbiano pensato di essere di fronte ad una notizia manipolata. Non è questione di campanilismo ma solo di correttezza dell’informazione. Quanto annunciato, infatti, dall’infausta titolazione (ma anche dal contenuto dell’articolo di pagina 23 del quotidiano citato), non rende ragione alla verità dei fatti e, inoltre, rischia di consegnare all’immaginario collettivo la visione di una realtà artefatta.
Ritengo, perciò, doveroso dover fare alcune considerazioni sulla questione in quanto "persona informata dei fatti", per la mia antica militanza di docente nella scuola di base, per la mia trentennale attività di formatore, per i miei quattordici anni passati (non a rigirare le dita!) all’Irre della Campania, per la mia ultima esperienza di dirigente maturata metà a Napoli e metà (sarà un caso?) a Bologna.
Non è vero che alle elementari c’è un’Italia a due velocità e che gli studenti del Sud imparano meno rispetto ai coetanei del Nord. È vero che è di moda, negli ultimi tempi, ridurre ogni cosa a test. E il test, come si sa, richiede necessariamente delle risposte, che costituiscono il fine ultimo di teorie pedagogiche, le quali, però, tentano ad escludere la capacità di saper fare le domande. La rilevazione degli apprendimenti nella scuola primaria, resa nota dall’ INVALSI (Istituto Nazionale per la VALutazione del Sistema di Istruzione e di Formazione) e relativa all’a. s. 2008/2009, richiede qualche piccolo commento.
La prova standardizzata degli apprendimenti in Italiano e in Matematica, sostenuta nel maggio 2009, dagli alunni delle seconde e delle quinte classi delle elementari, ha riguardato "solo" il 68% circa del totale delle scuole elementari. In ognuna delle scuole individuata, la prova è stata sostenuta "solo" da un campione di alunni pari al 31% della popolazione scolastica! Se nelle seconde classi si è verificato, in italiano, una rilevazione di dati più negativi per gli alunni del sud (61,6%) rispetto a quelli del centro (66,3%) e del nord (67,3%), non altrettanto è avvenuto per la rilevazione dei dati riguardanti la matematica. In quest’ultima materia, infatti, sono state registrate delle eccellenze tra gli allievi meridionali (10,6%) non riscontrabili tra gli allievi del centro (7,5%) e del nord (7,0%).
Nelle quinte classi, invece, il gap tra gli alunni delle diverse aree geografiche nelle prove di italiano risulta assottigliarsi, mentre in quelle di matematica, quasi, si ribalta a vantaggio degli allievi delle classi del centro e del nord. Delle due, l’una: o le eccellenze in matematica (come, d’altra parte, il recupero in italiano) presuppongono il possesso di capacità logiche o le stesse capacità logiche non sono opportunamente considerate nel processo insegnamento-apprendimento. E qui subentra il discorso valutativo. Nella scuola di base (elementare e media) quale valutazione si vuole perseguire? Recenti riforme hanno reintrodotto il voto ed eliminato il giudizio: scelte politiche più che pedagogiche, scelte restauratrici più che innovatrici.
Il voto, infatti, espresso secondo una scala di valori abbastanza individuale (basta fare riferimento agli insegnanti di "manica stretta" [quando lo vedi un sette?] e a quelli di "manica larga" [ci sarà mai un quattro?] o ai principi che ciascuno ha ereditato dai propri modelli) se snellisce le operazioni degli scrutini (intendo il tempo passato a scrivere), non rende ragione del perché e del come sia avvenuto o non avvenuto l’apprendimento. Il voto tiene conto solo dell’alunno; il giudizio anche dell’ambiente e dei soggetti impegnati nel processo di insegnamento-apprendimento. Ovviamente, la scuola (di base) del voto ragiona su risposte (chiuse, aperte, a quiz, a numeri, a lettere, intelligenza prescrittiva); quella del giudizio ha bisogno del ragionamento (capacità, nessi, intelligenza creativa).
Le prove dell’INVALSI appartengono alla valutazione col voto e il ricorso alla prova standardizzata ne è la conferma. Una prova standardizzata, infatti, annulla tutte le teorie e le pratiche basate sul concetto della programmazione, sul raggiungimento degli obiettivi nelle aree cognitive e non, sulla modifica costante dei comportamenti. La prova standardizzata è un sinonimo di "a domanda risponde"; la prova differenziata, al contrario, riconosce e valuta "a partire dalle situazioni di ciascuno". E, a volerla proprio dire tutta, la prova standardizzata è fuorviante nella scuola di base, perché introduce un concetto più vicino alla scienza della misurazione (docimologia) che non a quella della valutazione.
Il 31% della popolazione scolastica sottoposta a prova INVALSI (il test) include anche gli alunni di cittadinanza diversa da quella italiana. Secondo il rapporto di restituzione dell’Istituto Nazionale di Valutazione, i dati sugli apprendimenti degli alunni stranieri sono in controtendenza rispetto a quelli fatti registrare dagli alunni italiani: più negativi al nord, meno negativi al sud. E questo solo perché, secondo l’INVALSI, gli stranieri sarebbero più numerosi al nord che non al sud! Può essere una spiegazione? Al sud ci sono moltissimi evasori scolastici sia italiani che stranieri di prima e di seconda generazione. Dunque, neanche questi ultimi dati possono essere attendibili, sia per la sottovalutazione del fenomeno "stranieri", sia per il perfido principio di voler giocare, a tutti i costi, il nord contro il sud!
Il ragionamento sottile, rispetto alla qualità dell’insegnamento oltre la linea gotica, è più o meno questo: nonostante molti stranieri (con gravi difficoltà linguistiche, che esistono dovunque!) i risultati dell’apprendimento degli alunni del nord sono migliori! Non così al sud, dove il numero degli stranieri è inferiore (sic) e la qualità degli apprendimenti è migliore! Si è in presenza di un ossimoro logico, più consono ad una mentalità padana che a una corretta visione di un "problema-scuola".
La mia attività di dirigente a Bologna mi suggerisce, poi, alcune considerazioni. Quando, due anni fa, ebbi l’incarico nella città felsinea, nonostante alcune pregresse esperienze maturate nel campo dell’insegnamento e della formazione, mi sentivo quasi inadeguato a sostenere l’impatto con una realtà, da tempo, individuata come una punta di un iceberg dell’avanguardia pedagogico-didattica. A due anni di distanza, mi sento tranquillamente di poter affermare che non è proprio così e che le eccellenze bolognesi sono in numero, più o meno pari, alle eccellenze napoletane, palermitane, milanesi o cagliaritane.
Come lo sono le punte negative esistenti in tutti i luoghi della penisola. Ciò che, secondo me, fa la differenza del "nostro" sud col centro-nord (un certo centro-nord!) è la presenza (puntuale, talora quasi "asfissiante") delle istituzioni ed il senso dello Stato, che da esse ne deriva. In tale contesto, la scuola, nel suo insieme, se ne avvantaggia, perché gode di maggiori opportunità, perché i servizi funzionano, perché respira l’aria della concertazione.
È chiaro che, in questa ottica, non sono "i bambini del Sud, in serie B"; sono, al contrario, la politica ed i politici del Sud di serie B! Sono quella politica e quei politici, che, per anni, per esempio, hanno consentito che molti appartamenti privati, adibiti a locali scolastici, fossero presi in fitto e pagati profumatamente; sono quella politica e quei politici che hanno fatto in modo che le risorse assegnate (fondi, strutture, strumenti) alle scuole meridionali fossero dissipate per il sistema clientelare che le governava (appartenenza politica o sindacale); sono quella politica e quei politici, che in combutta anche con la malavita organizzata, hanno fatto in modo che quest’ultima entrasse sin’anche nella gestione dei concorsi, nell’assegnazione delle cattedre, degli LSU, dei PON, dei POR.
È questo che determina un’Italia a due velocità! È la scuola intenzionalmente rinsecchita delle sue potenzialità e delle sue risorse; è l’istituzione volontariamente tradotta in una insolita dimensione di azienda, in cui gli alunni sono considerati alla stregua di materiali inerti: i buoni da una parte, quelli di risulta dall’altra. La differenza della scuola, perciò, non la fanno solo il tempo pieno né solo i molteplici stimoli presenti in talune realtà. La differenza la fanno gli uomini politici, che si candidano a tradurre i tanti progetti in reali processi, con tangibili risultati (prodotti) di cambiamento.
E, quindi, non si può ragionare di nessuna "ricerca shock dell’Invalsi", che fa presagire un futuro da serie B ai bambini del sud. Sarebbe stato, forse, più corretto parlare di una ricerca funzionale ad una idea di scuola, che è prigioniera della logica dello spoil system, dei funzionari incapaci, dei politici miopi. Che, a ben considerare, sono gli unici a rischiare di giocare non nella serie cadetta ma in prima divisione. (Fonte foto: Rete Internet)
Autore: prof. Ciro Raia
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| DIRITTI A SCUOLA AL QUINTOCD - VERIFICA DI PROGETTO 6.2.2010 |
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6 FEBBRAIO 2010 - QUINTOCD ALTAMURA - VERIFICA REGIONALE DEL PROGETTO - DS VITO LORENZO SARDONE
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Incontro autovalutazione progetto diritti a scuola mese di febbraio
In vista dell’incontro in oggetto indicato, le cui date saranno comunicate preventivamente, si prega di tenere in evidenza i seguenti atti :
1. le copie dei progetti;
2. i risultati complessivi delle rilevazioni Invalsi;
3. le percentuali di risposte corrette per italiano e matematica nelle singole domande;
4. gli esiti delle rilevazioni interne;
5. ogni altro dato significativo, rilevante nelle determinazioni progettuali;
6. numero alunni frequentanti (medie settimanali);
7. sviluppo settimanale delle attività: numero ore in compresenza, in contemporaneità( con gruppi di livello in spazi diversi), e in orario aggiuntivo;
8. elementi riguardanti il raccordo tra docenti interni e docenti aggiunti;
9. dati relativi alle comunicazioni con le famiglie;
10. eventuali proposte di integrazione delle schede di rilevazione.
Mentre si ringrazia per la collaborazione, si anticipano le date per le scuole sottoriportate:
Quinto circolo Altamura 6/febbraio/2010 ore 9,30 Sabato
Terzo circolo Gravina –8.2.2010 ore17
Primo circolo Gravina –9.2.2010 ore 17
Secondo circolo Gravina—10.2.2010 ore 17.
Ai lavori, unitamente al Dirigente Scolastico, parteciperanno i docenti interni del gruppo di progetto e i docenti esterni interessati, con inizio dalla tipologia A.
Prof.ssa Pasqua Loviglio
Il Dirigente Tutor Vito Lorenzo Sardone
”PADRE PIO” VIA RENO, 1 - 70022 ALTAMURA (BA) - Tel. 0803141677 - Fax 0803160959 www.scuolapadrepioaltamura.org
Network n. 5 per il progetto diritti a scuola
Altamura, 30 gennaio 2010 - Prot. n. 477\C12
Altamura
C.D. “S.Francesco d’Assisi”
S.S di primo 1°Grado”E.Pacelli”
Gravina
C.D. “Padre Pio”
C.D. “S.G. Bosco”
C.D. “San Dom. Savio”
Istituto Comprensivo “E.P. Santomasi”
Istituto Comprensivo BENEDETTO XIII”
S.S. di primo Grado “N. Ingannamorte”
Spinazzola
Istituto Comprensivo”Mazzini De Cesare”
All’Assessore Regionale G. Viesti
e. p.c. Al Direttore Generale
Ufficio Scolastico Regionale –Puglia
Al Dott. Bruno Losito - Roma
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LE INSEGNANTI RINGRAZIANO IL DS Vito Lorenzo Sardone PER IL CLIMA COOPERATIVO,L'INTENSITA' E LA RICCHEZZA DI STIMOLI RICEVUTI DURANTE LA VERIFICA DEL PROGETTO REGIONALE DIRITTI A SCUOLA NEL QUINTOCD
2° INCONTRO DI VERIFICA L'8 MARZO 2010
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